Il Tirreno

Livorno

Inchiesta corruzione, processo per imprenditore ed ex questore

Inchiesta corruzione, processo per imprenditore ed ex questore

Spiccano i nomi del sindaco di Castagneto Carducci, Fabio Tinti, dell'imprenditore livornese Giuseppe Doveri, di Roberto Cascavilla, dell'ex vice comandante del nucleo della tributaria della Guardia di Finanza di Livorno, Giovanni Bello, dell'ex comandante della Finanza di Castiglioncello, Paolo Mori, ma anche dell'ex questore di Livorno, Cristofaro La Corte e dell'ex presidente della Porto 2000, Bruno Lenzi

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Diciassette rinvii a giudizio per il sodalizio tra pubblici ufficiali e imprenditori, volto - secondo le accuse - a favorire accordi ed affari, che si sarebbe impiantato tra Livorno, Cecina, Castiglioncello, Castagneto Carducci, Donoratico e San Vincenzo.

Tra le persone che sarannno giudicate dal tribunale di Livorno a partire dal prossimo 7 dicembre, spiccano i nomi del sindaco di Castagneto Carducci, Fabio Tinti, dell'imprenditore livornese Giuseppe Doveri, di Roberto Cascavilla, dell'ex vice comandante del nucleo della tributaria della Guardia di Finanza di Livorno, Giovanni Bello, dell'ex comandante della Finanza di Castiglioncello, Paolo Mori, ma anche dell'ex questore di Livorno, Cristofaro La Corte e dell'ex presidente della Porto 2000, Bruno Lenzi.

Da segnalare poi il patteggiamento a due anni di reclusione con i benefici di legge chiesto ed ottenuto dal dirigente della questura di Livorno, Salvatore Cinelli, che esce dal processo, e dalla giovane romena Crina Paascalin, cui è stata applicata una pena di 4 mesi e 10 giorni sempre con i benefici.

Ci sono stati anche diversi proscioglimenti che per alcune accuse hanno riguardato anche alcune delle persone poi rinviate a giudizio per altri capi di imputazione. In ogni caso sono stati completamente prosciolti Massima Rita Riccardi, Lucia Verde, Ferdinando Zullo, Mario Tardelli e Romano Pellegrini. La posizione di Cinzia Guercio è stata invece stralciata e verrà definità il 27 settembre prossimo.

Si è conclusa così ieri sera l'udienza preliminare per la vicenda che riguarda una lunga serie di episodi avvenuti nel 2005, con accuse di scambi di favori in vari campi, da parte di imprenditori e di pubblici funzionari, cosa della quale in particolare saranno chiamati a rispondere Giuseppe Doveri, Sergio Quilici, Luciano Lorenzini, Roberto Cascavilla, Giovanni Bello e Paolo Mori.

Per quanto riguarda Fabio Tinti, sindaco di Castagneto, e Moreno Fusi, dirigente dell'ufficio tecnico dello stesso comune, l'accusa parla di aver favorito la costruzione di un complesso turistico della società Turmar a Castagneto, favorendo Doveri, Quilici e Lorenzini. Tinti - sempre secondo le accuse - lo avrebbe fatto per ottenere dai tre l'assunzione del proprio figlio in una delle aziende di Doveri.

Altri episodi contestati riguarderebbero alcuni presunti favoritismi fatti alla società Cheddite di Livorno, e per quanto riguarda Bruno Lenzi, per un incarico professionale a cascavilla in cambio di un suo interessamento alla sua nomina a presixdente dell'Autorità Portuale.

La decisione del Gup Antonio Pirato è arrivata ieri sera alle 19, dopo una lunga camera di consiglio, dopo che nella mattinata c'erano state le conclusioni degli avvocati difensori che avevano replicato alle richieste del pubblico ministero, Filippo Maffeo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino