Il Tirreno

Livorno

«Riqualificare il centro o la nuova Gran Guardia cancellerà il commercio»

Anna Cecchini
Maristella Calgaro e a fianco una panoramica di piazza Cavallotti
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Maristella Calgaro e a fianco una panoramica di piazza Cavallotti

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 LIVORNO. L'operazione Gran Guardia non deve nuocere ai commercianti storici della città, ossia gli ambulanti e i negozianti del pentagono del Buontalenti. Ne è convinta Maristella Calgaro, presidente di Confesercenti. «Il Comune chiede di approvare - spiega Calgaro - un ampliamento fino a 1.550 metri quadrati della superficie di vendita dentro l'ex Gran Guardia, ma deve dare modo ai negozi di competere con le nuove realtà commerciali».  Come? Affrettando le procedure per la riqualificazione delle zone mercatali di via Buontalenti, piazza Cavallotti e di tutte le strade circostanti, dove operano centinaia di negozianti. Altrimenti significherebbe usare due pesi e due misure, e sarebbe ingiusto. «Oltretutto la rivendita che sorgerà alla Gran Guardia - prosegue Calgaro - offrirà prodotti di qualità medio-bassa, analoghi a quelli proposti nei negozi del pentagono del Buontalenti. Perché, dunque, non dare la possibilità agli ambulanti della zona di rifarsi il trucco, in modo da poter competere ad armi pari con la grande distribuzione?». Il ragionamento non fa una piega e riporta subito alla mente il progetto Pensiamo in Grande, percorso partecipativo che il Comune ha avviato all'inizio dello scorso anno per chiedere suggerimenti ai cittadini sulla riqualificazione della zona del Buontalenti e di via Grande.  «Residenti e negozianti - spiega il presidente di Confesercenti - hanno portato idee e progetti pensando che la partenza della ristrutturazione fosse imminente». Invece no, perché quel percorso è rimasto un'ipotesi. Nonostante gli ambulanti si siano mobilitati per preparare progetti di ristrutturazione. In via Buontalenti i titolari dei banchi, pur di sistemare le loro postazioni, sono addirittura disposti a pagare di tasca propria la ristrutturazione: si tratterebbe di spendere dai 25mila ai 30mila euro a testa per rimettere a nuovo i loro banchi, che poi diventerebbero di loro proprietà. Di progetti per la ristrutturazione ne sono sbucati tanti (con le coperture a onda oppure a vela poco importa), ma il via libera del Comune resta un miraggio. Forse perché è cosa complicata "trasformare" in privata una zona pubblica com'è quella di via Buontalenti.  «È comprensibile - dice ancora Calgaro - che ci siano delle difficoltà, ma forse è meglio condivedere. Sarebbe giusto aprire un dibattito con i negozianti e le associazioni di categoria. Non voglio assolutamente far polemica con il Comune e con l'assessore al commercio Bernardo, che è sempre disponibile a incontrarci e a parlare, ma i commercianti mi fermano per strada e vorrebbero avere conferme sui tempi di realizzazione. Invece il Comune dice solo che gli uffici stanno lavorando, ma il percorso sembra destinato a slittare quando invece, vista anche la crisi, sarebbe questo il momento migliore per reagire. Chi governa deve scegliere e prendersi le conseguenti responsabilità».  Insomma, il timore di Confesercenti - che raccoglie il malcontento dei negozianti - è che il restyling del centro slitti troppo. E che venga fatto in modo sommario. «Invece la ristrutturazione dell'intera zona - conclude Calgaro - va programmata con un progetto urbanistico ed estetico comune e omogeneo. È un investimento anche per il settore del turismo».

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