Il Tirreno

Livorno

 LIVORNO. Primo controllo e prima sanzione. Stiamo parlando degli accertamenti dei ...

Alessandro Guarducci

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 LIVORNO. Primo controllo e prima sanzione. Stiamo parlando degli accertamenti dei vigili urbani, partiti a metà della scorsa settimana, sugli scarichi delle abitazioni di via del Limoncino.  Accertamenti che andranno avanti per circa due mesi, questo è almeno il programma che è stato stilato dalla sezione di polizia giudiziaria dei vigili urbani, e che riguarderanno praticamente tutte le abitazioni che si affacciano sulla strada: ad essere controllati saranno infatti i 78 scarichi segnalati come "abusivi" nell'esposto che è stato presentato dalla società Bellabarba. E poichè ad ogni scarico corrisponde una costruzione, nel caso in cui venissero riscontrate delle irregolarità ambientali degli scarichi (come già avvenuto), i controlli si estenderanno automaticamente all'abitazione collegata. Per vedere se è tutto a posto o meno dal punto di vista edilizio.  Per capire meglio come sta procedendo l'operazione che vede impegnati gli agenti di polizia municipale, ricapitoliamo quanto è avvenuto la scorsa settimana in occasione della prima verifica in via del Limoncino. I vigili, dopo i controlli del caso, hanno accertato che lo scarico di una casa era irregolare: non si sa se le acque reflue finivano in un pozzetto (che deve essere svuotato regolarmente) o direttamente nel terreno (che è l'ipotesi più grave la punto di vista dell'inquinamento), fatto sta che gli agenti hanno notificato ai proprietari dell'abitazione l'esito del controllo con relativa sanzione.  Dopodiché hanno trasmesso gli atti all'Ufficio Ambiente del Comune - titolare di questi accertamenti - che dovrà valutare se far intervenire l'Arpat per i campionamenti del caso. Intanto, appurato che lo scarico è irregolare, i vigili urbani hanno effettuato ulteriori accertamenti sull'abitazione da cui provenivano le acque reflue per verificare l'eventuale sussistenza di abusi edilizi.  Se lo scarico è infatti irregolare, è possibile che possa esserlo anche la costruzione da cui proviene (anche se ciò non è automatico). E questo procedura nei controlli sarà ripetuta per ogni singolo caso in questione. Di qui la previsione di almeno due mesi per portare a termine questa attività.  L'operazione è scaturita a seguito dell'esposto presentato nel gennaio scorso dalla società Bellabarba, proprietaria dell'ex cava di Monte La Poggia. Un'iniziativa giudiziaria che fu annunciata sul Tirreno da Federico Bellabarba. «Ben vengano i controlli - disse all'epoca - La discarica non è ancora in funzione eppure l'Arpat sta già passando ogni settimana. Ma perché chi deve fare controlli non si preoccupa dei 78 scarichi abusivi, come documentato con tanto di fotografie alle autorità competenti. Non esiste la fognatura nera: non accetto che mi si dica che voglio inquinare il monte quando c'è chi già lo fa». Una vera e propria denuncia e anche molto circostanziata.  L'amministrazione comunale fece subito sapere di aver «richiesto ufficialmente all'ufficio ambiente di Palazzo Civico e agli altri organi di controllo (Corpo Forestale e Arpat) una ricognizione specifica». Mesi dopo, gli accertamenti sollecitati da Bellabarba, sono partiti.

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