Il presidio
«Basta smog», la gente blocca il traffico
Martina Corirossi
Al Picchianti esplode la protesta contro l'inquinamento: «Qui non si vive più»
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LIVORNO. Abbandonati, isolati dal resto della città, senza autobus e cassonetti della spazzatura. I residenti della Cigna sono esasperati, "in questo quartiere non si vive più", dicono. Così, ieri pomeriggio, hanno deciso di dare vita ad una protesta all'incrocio fra via dell'Artigianato e via Provinciale Pisana, per gridare a tutti il loro disagio. Dopo aver appeso alle finestre cartelli e striscioni, gli abitanti della zona sono scesi in strada e intorno alle 17 hanno bloccato il traffico. "Vergogna, ci avete abbandonati", si legge sulle facciate. I residenti della Cigna si sentono "ghettizzati", in un'area dove inquinamento e degrado stanno raggiungendo livelli limite. Nel raggio di pochi chilometri, si concentrano le aziende più critiche della provincia. Cattivi odori, rumori a qualsiasi ora del giorno e della notte, transito di mezzi pesanti nelle strade residenziali, e ancora allergie, arrossamenti agli occhi, irritazioni alle mucose e alle vie respiratorie, sono solo alcune delle conseguenze di un simile stato di cose. Uno dei maggiori responsabili viene identificato nella Ra.Ri, l'azienda di smaltimento di materiali industriali. Dopo che la petizione del Comitato aria pulita Livorno nord era approdata sui banchi della commissione ambiente, è stato avviato un monitoraggio olfattivo per capire quali fossero i rifiuti la cui lavorazione provocava quegli odori pestilenziali. Ma i cittadini chiedono interventi più concreti. "L'amministrazione aveva promesso di riparare entro l'estate la centralina mobile per i rilevamenti sulla qualità dell'aria, ma ancora si temporeggia", spiega Eliano Borghini, portavoce del Comitato popolare difesa dei quartieri nord. "Come si è potuto permettere che industrie dannose e inquinanti sorgessero a 50metri dalle abitazioni? - si chiedono - Anche presupponendo che ogni azienda rispetti i parametri normativi ambientali, la loro presenza così massiccia non può che avere effetti nocivi sulla nostra salute". E ieri, a sostegno dei due comitati anche Vertenza Livorno, rete per la difesa dell'ambiente e Marco Cannito, consigliere di Città Diversa. "Devono essere individuate delle aree dedicate per dare il via alla delocalizzazione degli impianti - sostiene - e serve un piano di evacuazione: in caso di incidente la gente rischia di fare la fine del topo". La manifestazione di ieri coincide con la scadenza del periodo di compilazione delle schede per l'indagine olfattiva. Ma a quanto pare, molti cittadini hanno rispedito al mittente il questionario. Il motivo? "L'amministrazione si era impegnata per condurre, attraverso i medici di famiglia, un'indagine epidemiologica sullo stato di salute dei residenti, soprattutto di bambini e anziani, solo promesse", spiega Francesca Bonaccorsi. E la presenza di industrie pericolose e inquinanti è solo uno dei problemi che affliggono la Cigna. Aamps ha dato il via alla raccolta differenziata porta a porta e rimosso dunque, le isole ecologiche. Peccato però, che il servizio non comprenda via Provinciale Pisana e i residenti debbano attraversare il passaggio a livello per gettare i loro rifiuti. E infine, la questione del trasporto pubblico: la linea 10, l'unica che circolava in zona e collegava con il centro è stata cancellata in seguito ai tagli. L'ultima fermata è di fronte alla Guglia, da lì si prosegue a piedi o con il mezzo privato. Una situazione inammissibile, esplosa in protesta. Più di 50 cittadini hanno invaso la carreggiata e bloccato auto e mezzi pesanti. Si sono create code in entrambe le direzioni con gente che brontolava e suonava il clacson. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 19, con l'intervento dei vigili urbani.
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