Il Tirreno

Livorno

LIMONCINO

Possibili accertamenti sugli scarichi

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 LIVORNO. All'inizio del gennaio scorso il Tirreno registrò uno sfogo di Federico Bellabarba, titolare della società proprietaria dell'ex cava del Limoncino. Più o meno, l'imprenditore pronunciò queste parole: «Ben vengano i controlli. La discarica non è ancora in funzione eppure l'Arpat sta già passando ogni settimana.  Ma perché chi deve fare i controlli non si preoccupa dei 78 scarichi abusivi, come documentato con tanto di fotografie alle autorità competenti? Non esiste la fognatura nera: non accetto che mi si dica che voglio inquinare il monte quando c'è già chi lo fa». Una denuncia bella e buona. Molto circostanziata, addirittura corredata da fotografie.  L'amministrazione comunale, all'indomani delle afermazioni riportate dal Tirreno, fece saper di aver «richiesto ufficialmente all'ufficio ambiente di Palazzo Civico e agli organi di controllo (Corpo Forestale e Arpat) una ricognizione specifica». Da allora, però, non si è saputo quasi più nulla di questa vicenda. A un certo punto si è pensato che la storia dei 78 scarichi abusivi - come li aveva chiamati Bellabarba - fosse caduta nell'oblìo.  E invece no. Seppur in silenzio, l'indagine su questa vicenda sarebbe andata avanti e seppur non ci siano conferme ufficiali da Palazzo Civico, pare che siano in corso in via del Limoncino degli accertamenti volti a verificare la presenza o meno di questi scarichi. Non si sa molto di più, se non che l'ufficio Ambiente del Comune si sarebbe attivato in talo senso.

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