Il Tirreno

Livorno

Cosimi replica al comitato del Limoncino. «I controlli sugli annessi vanno avanti da anni, cosa c’entra la protesta per la cava?»

Case abusive, via alle demolizioni

Alessandro Guarducci
Case abusive, via alle demolizioni

Linea dura del Comune: «I procedimenti avviati nel 2004 sono diventati esecutivi»

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 LIVORNO. Dopo le notifiche che annunciano sanzioni molto salate, compreso l'abbattimento dei manufatti abusivi, sono in arrivo le ordinanze di demolizione vere e proprie. Quindi le prime costruzioni abusive dovrebbero andare giù presto: forse al Limoncino, forse in altre aree collinare. L'amministrazione comunale non ha detto infatti dove e quando scatteranno le demolizioni, ma ha ammesso «che i procedimenti avviati nel 2004 sono arrivati a conclusione, con tutti gli effetti di legge che ne conseguono». Controlli dappertutto  Limoncino, certo. Ma anche Collinaia, Salviano, Puzzolente, Padula. E ancora Valle Benedetta, Montenero e Castellaccio. Queste le zone in cui è più concentrato il fenomeno - diffuso un po' in tutta l'area collineare - degli annessi agricoli ampliati oltre le dimensioni previste dal regolamento urbanistico e talvolta trasformati in abitazioni. E queste, inevitabilmente, sono le zone in cui i vigili urbani stanno notificando le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi. Per capire le dimensioni del problema, basti dire che si viaggia alla media di due-tre provvedimenti al giorno. E del resto, una stima di qualche anno fa indicava in settemila gli annessi agricoli distribuiti sul territorio livornese, e veniva ipotizzato che almeno millecinquecento fossero costruzioni abusive: cioè vere e proprie case (di dimensioni più o meno limitate) realizzate senza alcun permesso. Quante notifiche  E anche se l'amministrazione comunale non quantifica gli atti notificati nelle ultime settimane, è chiaro che siamo nell'ordine di diverse decine. Forse qualche centinaia. E questo flusso non sembra destinato a interrompersi, almeno per ora. Per un duplice ordine di motivi: il primo è che questi atti si riferiscono a procedimenti aperti dall'ufficio edilizia privata del Comune negli anni passati in seguito a sopralluoghi e verbali compiuti dalla polzia municipale; il secondo è che questi controlli continuano a proseguire, e quindi si aprono continuamente nuovi fascicoli.  Giù gli annessi abusivi Ma in tutta questa vicenda, che è andata via via sedimentandosi negli ultimi trenta-quarant'anni, c'è una novità. E di notevole portata. I procedimenti per abuso edilzio avviati nel 2004, quando il problema degli annessi agricoli fu affrontato con un rinnovato vigore, stanno giungendo a compimento: dopo gli accertamenti, le notifiche, i ricorsi, i controricorsi e le sospensive, alcuni atti del Comune sono diventati pienamente esecutivi. Il che significa che l'amministrazione potrà procedere all'abbattimento dei manufatti abusivi. E sarà la prima volta a Livorno. Vedremo... «La cava non c'entra»  È su queste basi che polizia municipale e uffici tecnici del Comune hanno ribadito che i controlli sull'abusivismo edilizio «vanno avanti regolarmente, di pari passo con l'attività amministrativa», e che quelli in particolare sugli annesi agricoli «si sono intensificati diversi anni fa». Un modo per replicare alla nota inviata dal Comitato per la tutela della cava del Limoncino in cui si sottolineava, invece, «che l'attivismo del Comune» appare rivolto a scoraggiare coloro che si oppongono alla discarica». Un'accusa, questa, che il sindaco repinge al mittente. «I controlli sugli annessi agricoli vanno avanti da anni - afferma Cosimi - soprattutto sulla base di esposti presentati da terzi. E allora cosa c'entra la protesta contro la discarica? Da parte nostra non c'è mai stata e non ci sarà nessuna pressione. Per il futuro cercheremo una soluzione nel nuovo piano strutturale. Per il passato, però, non potrà esserci alcuna sanatoria».

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