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Meloria: divieti ignorati, controlli ko
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La distesa delle barche ormeggiate ieri alle 13 alla Meloria Il timore di multe non scoraggia la gente: più di 200 barche alla torre
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LIVORNO. Meloria presa d'assalto dal popolo delle barchette, che ieri, approfittando della giornata ad hoc - sole, poco vento e mare calmo - si è ormaggiato in massa accanto alle torri. Erano tutti in regola? Non si sa: tra le oltre 200 imbarcazioni c'erano sicuramente molti motoscafi e gommoni con motori nuovi, altre meno recenti. E sulla cosa polemizza il Consorzio nautico che parla di «parco da ripensare». Folla all'ormeggio. prime ore di ieri mattina la Meloria era praticamente deserta, poi, col passare delle ore e con l'aumentare della temperatura, accanto alla torre, si sono ormeggiate decine e decine di imbarcazioni di tutti i tipi, formando un tappeto galleggiante nell'area marina protetta, che è rimasto tale fino a sera, quando i diportisti sono rientrati. La grande massa delle barche erano natanti a motore, anche di dimensioni notevoli: sicuramente, accanto a chi ha il suo bravo motore ecocompatibile, c'era anche qualche barca con propulsori più vecchi, ma la voglia di Meloria è stata evidentemente più forte dei timori. I controlli. Nella tarda mattinata ha fatto la sua comparsa anche un gommone della Capitaneria, che però è sembrato soprattutto interessato a controllare che nessuno avesse sconfinato nella zona "A", quella di rispetto integrale dove è vietato l'accesso a tutti i tipi di imbarcazione. D'altra parte era anche difficile ipotizzare che la Guardia Costiera si mettesse a controllare i motori di più di 200 barche all'ormeggio. La polemica. Mentre la questione dei divieti nell'area marina protetta tiene banco nelel discussioni ai vari circoli nautici cittadini, sulla questione interviene Piero Mantellassi, presidente del Consorzio Nautico di Livorno. Mantellassi parte subito all'attacco parlando dell'«assurdità del parco della Meloria», e sottolineando come le iniziative del parco su chi potrà fare lì il servizio civile e su di un concorso fotografico «sono solo delle pecette e per di più offensive». Il presidente del consorzio parla anche della questione delle petroliere ancorate nell'area, attacndo la stessa localizzazione del parco marino «proprio davanti al porto», in un punto inevitabilmente soggetto ai problemi del traffico commerciale, senza contare le questioni del rigassificatore, degli sbocchi dell'Arno e dello Scolmatore. «Siamo di fronte all'insussistenza delle condizioni oggettive senza le quali non è possibile garantire il rispetto dello standard minimo necessario per pensare ad un parco - sostiene Mantellassi - con tutto questo andiamo a vietare l'accesso alle barchette con motori non conformi alla direttiva Ue del 2003: semplicemente ridicolo». Mantellassi ricorda poi che, quando entrerà in funzione il rigassificatore, sarà il caso di «verificare la quantità di cloro che verrà sversata nel parco».
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