Il Tirreno

Livorno

Giovane arrestatacol figlio di 19 giorni

Giovane arrestatacol figlio di 19 giorni

La ragazza, una rom, deve scontare un residuo pena di due mesi. Il garante dei diritti dei detenuti, Marco Solimano: "Provvedimento sconcertante e paradossale"

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Da pochi giorni il carcere di Livorno può contare su una nuova presenza: un bambino di 19 giorni “arrestato” insieme alla madre, una giovane donna di origine rom, per un residuo pena di due mesi e per una nuova ipotesi di reato.

"E’ sconcertante e paradossale - commenta Marco Solimano, garante dei diritti delle persone private di libertà individuale - ci sarebbero state molte possibilità ed alternative alla pena detentiva. Ma ci vogliono quattrini, buoni avvocati, un sistema protettivo, quantomeno verso i minori, che rappresentasse le ulteriori possibilità che la legge consente per evitare ad un bambino appena nato la desolazione di un carcere. Una giustizia, dunque, classista, che penalizza ancor di più le povertà, le fasce più deboli, le meno rappresentate e le più escluse.

Ho spesso la sensazione che si sia smarrito il senso di civiltà, anche di umanità verso alcune condizioni e che tutto sia fagocitato da una non meglio definita volontà di punizione dal valore quasi catartico e liberatorio di paure ed ansie che riempiono l’esistenza di tanti. E intanto questo nuovo inquilino della nostra Casa Circondariale, fortunatamente non in grado di comprendere e percepire la realtà in cui è attualmente collocato, vive le sue giornate all’interno di una cella in attesa dell’ora d’aria o meglio ancora della ritrovata libertà.

Anche questo accade nelle nostre carceri oramai senza decenza, dove il sovraffollamento ha superato ogni limite, dove le condizioni di vita negano ad uomini e donne decoro e dignità. E tutto questo avviene in silenzio, senza informazione e senza indignazione senza che la comunità si interroghi . Il rischio più grave è quello dell’assuefazione, dell’abitudine, del pensare che in fin dei conti, per dei delinquenti più o meno abituali, si possa anche accettare un abbassamento delle garanzie ed una limitazione dei diritti.

Suvvia, hanno anche un Garante! Con pochi mezzi e pochissimi strumenti, mi sento di aggiungere; ma comprendo, non sono certo questi i temi del consenso! Sarebbe un errore tragico. Il tasso di democrazia e civiltà di un Paese libero si misura esattamente dalle condizioni in cui versano le proprie istituzioni totali.

Allora, in queste condizioni così difficili e preoccupanti, dobbiamo ritrovare la capacità di indignarci e porre il tema dei diritti e della qualità del nostro tessuto democratico fra i primi punti di una rinnovata agenda politica e culturale".

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