Il Tirreno

Livorno

50 milioni per lo Scolmatore

Juna Goti
50 milioni per lo Scolmatore

Serviranno a impedire l'insabbiamento del porto

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 LIVORNO. Il titolo è un po' ambizioso: "Accordo per le azioni strategiche a risoluzione dei problemi del porto". È quello firmato ieri dal governatore Enrico Rossi, dal sindaco Alessandro Cosimi, dal presidente dell'Autorità portuale, Giuliano Gallanti, e dall'assessore provinciale Piero Nocchi.  Le novità sono due: entro il 2015 arriveranno 51 milioni di euro (tra fondi regionali, statali e comunitari) per realizzare una foce armata allo Scolmatore e bloccare il pericoloso insabbiamento del porto di Livorno. Perché basta guardare ombrelloni e sdraio piazzati sulla "spiaggetta" del Calambrone per rendersi conto che qualcosa - più di qualcosa - non va. La seconda: Regione e Autorità Portuale metteranno in campo circa 20 milioni per dragare il canale di accesso al porto e la Darsena Toscana.  «La nostra regione - interviene il governatore della Toscana - soffre da tempo a causa di un deficit infrastrutturale che deve essere sanato. Certo non dovrebbero essere solo gli enti locali a investire su un porto di valenza nazionale...».  «Abbiamo bisogno di recuperare competitività - gli fa eco il sindaco - e quelle che stiamo mettendo in campo sono azioni concrete». «Questa operazione - dice senza mezzi termini Gallanti - è la condizione sine qua non lo scalo funzioni oggi».  Nuova foce per lo Scolmatore. In ballo ci sono, appunto, 51 milioni e mezzo (dalla Regione ne arriveranno 35, di cui 11 statali) che dovranno essere spesi e rendicontati entro il 2015 (pena la perdita del finanziamento). Il progetto prevede l'escavo di una barra di sabbia all'attuale foce e una nuova "foce armata" per evitare che i detriti trasportati nel canale si depositino lungo lo sbocco a mare e soprattutto, sul fondale della Darsena Toscana, provocando il progressivo insabbiamento del porto.  Stando al progetto, lo Scolmatore avrà una profondità alla foce di 3,5 metri, per arrivare a 2,5 all'Interporto di Guasticce. Va detto che nella progettazione sono inseriti anche interventi per lo sbocco diretto a mare del canale dei Navicelli (primo fra tutti l'adeguamento del ponte del Calambrone) e non è un caso che capofila dell'operazione - o meglio ente appaltante dei lavori - sia la Provincia di Pisa, ormai lanciatissima nella cantieristica chic.   Dragaggio del canale e della Darsena Toscana. Che i fondali troppo bassi per navi sempre più grandi siano ormai il cancro del porto non è un mistero. La Regione si è impegnata a mettere sul tavolo 13 milioni (a cui si aggiungono 7 milioni dell'Autorità portuale) per dragare il canale di accesso e le darsene. In particolare quella Toscana che, ripete Gallanti, «può avere lo sviluppo maggiore, ma è più penalizzata dall'accumulo di detriti». Quelli che proprio dallo Scolmatore entrano attraverso le porte vinciane.  Per ora non c'è certezza sui tempi. Con la firma l'Authority si è impegnata a inviare alla Regione un cronoprogramma di interventi con i costi, assumendosi l'incarico di ottenere tutte le autorizzazioni. Gallanti ha annunciato che «ci sono stati contatti con le banche per accendere una serie di mutui».   Ma le porte vinciane restano un problema. Sono lungo il canale che collega la Darsena Toscana allo Scolmatore. E sono aperte da anni, bloccate dai detriti che si accumulano sul fondale. Sarà che - non è una barzelletta - si aprono "alla rovescia", ma continuano a lasciare entrare di tutto.  A cosa servirà il dragaggio della darsena se il collegamento non sarà definitivamente interrotto? «Le porte resteranno normalmente chiuse - controbatte Gallanti - stiamo studiando un piano». Che tradotto sta per: apriremo solo quando sarà necessario.  Il punto è che il collegamento con la Darsena è l'unico sbocco a mare per le imbarcazioni che arrivano dall'area pisana attraverso il canale. E Pisa sta puntando moltissimo sulla cantieristica. L'alternativa è passare dalla foce, ma c'è il ponte del Calambrone. Quindi quanto potranno restare chiuse, in concreto, le porte? «Vorrà dire - tira corto il presidente Rossi - che dragheremo ogni anno».   La politica del carciofo. Il 13 luglio l'Authority presenterà al comitato portuale il nuovo piano regolatore del porto. Gallanti assicura che insieme al «tentativo di organizzare lo scalo per funzioni omogenee, ci sarà anche la Piattaforma Europa: il ministro Matteoli sarà a Livorno il 29 giugno e gli chiederemo di finanziare la diga esterna». Intanto però il presidente Rossi si aggrappa a quella che definisce «politica del carciofo», con una metafora degna del bersaniano «giaguaro». «Sfogliamo il carciofo una foglia alla volta: intanto puntiamo su fondali e sviluppo delle ferrovie».

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di Redazione web