Cade dal ponteggio, muore ex preside
Lara Loreti
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STIMATO. Il professor Papalini aveva 67 anni. Accanto, la polizia sulluscio di casa Il professor Papalini aiutava un amico in alcuni lavori in casa: volo di cinque metri
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LIVORNO. «Stavo spostando delle tegole, il tempo di rigirarmi e lui già non c'era più». Un volo di 5 metri, sotto gli occhi dell'amico. E un piccolo cantiere si trasforma in teatro di morte. Domenico Papalini, 67 anni, è morto ieri poco prima di mezzogiorno, davanti all'amico ed ex collega Renzo Gasperini, che si è reso conto della tragedia quando ormai era troppo tardi. Stava aiutando Gasperini in alcuni lavori in casa nella chiostra interna. Domenico Papalini era un professore in pensione delle scuole medie XI Maggio in via Bois. Ma non aveva mai smesso di lavorare. E soprattutto era un uomo disponibile che non diceva mai di no. La sua vitalità e la sua voglia di stare vicino agli amici l'avevano spinto ad aiutare il suo ex collega Renzo Gasperini in alcuni lavoretti in casa. I due hanno insegnato insieme a scuola ed erano rimasti molto legati. Papalini era docente di italiano e preside in pensione, molto conosciuto e stimato in città. E da qualche giorno stava aiutando Gasperini nell'abitazione della moglie di quest'ultimo, in via Pera numero 42. Si tratta di un piccolo cantiere aperto in "economia diretta" (come si legge nel cartello in strada, fuori dell'abitazione, dove c'è un altro ponteggio): si tratta di un regime di lavori particolari in cui il privato si organizza per conto suo, sempre comunque assistito da un geometra e seguendo delle regole prestabilite. Papalini e il suo amico stavano facendo una riparazione al tetto. L'ex preside si trovava su un ponteggio nel cortile interno dell'appartamento. Gasperini invece, in base a quanto emerso, era sul tetto e stava spostando delle tegole. A un tratto, il 67enne ha perso l'equilibrio ed è precipitato a terra. L'ipotesi più probabile è che abbia avuto un malore. Ieri era molto caldo e lavorare sotto il sole cocente potrebbe aver causato uno sbalzo di pressione al professore. Ma può anche darsi che lui abbia messo un piede in fallo: lo accerterà l'esame del medico legale sul corpo, che dovrebbe essere eseguito tra oggi e domani. L'impatto al suolo, da circa cinque metri, è stato devastante: Papalini aveva un esterso trauma cranico e facciale, più gravi lesioni e fratture al torace e alle gambe. Secondo i primi rilievi del medico del 118 e poi del medico legale sarebbe morto sul colpo. Tutto è successo in pochissimi istanti. L'amico, resosi conto della tragedia, è sceso dal ponteggio di corsa e ha cercato di prestargli le prime cure mentre dava l'allarme al 118. I soccorritori della Misericordia, giunti in pochi minuti in Via Pera, hanno provato a rianimarlo, ma non c'è stato niente da fare. Un colpo durissimo per il professor Gasperini, che non ha avuto neppure il tempo di rendersi conto della situazione e che era sotto choc. Sul posto per i rilievi sono intervenute una volante della polizia e una squadra del servizio Prevenzione dell'Asl. Gli esperti stanno cercando di ricostruire l'estata dinamica dei fatti e anche di fare luce sulla posizione del preside all'interno del cantiere. Il professore, in base a quanto appreso, non aveva dispositivi di sicurezza. C'è anche da dire che per i lavori in economia diretta vigono delle norme particolari rispetto ai cantieri tradizionali. Verso le 13.30 è arrivato anche il medico legale Luigi Papi, che ha effettuato il primo esame esterno sul corpo. Della tragedia è stata subito avvertita la moglie, Concetta Saltamonti, impiegata della Provincia in pensione. La donna poi ha avvisato i figli, Nicola e Patrizia, neosposa, entrambi in Inghilterra. Papalini aveva tante passioni. Ma soprattutto amava il canto perché nel porgere la sua voce alla musica espandeva all'esterno la generosità che dimorava nel cuore. Così lo ricordano i suoi colleghi del coro Rodolfo del Corona, con cui cantava da una decina d'anni come tenore. «Era una persona molto espansiva che amava stare con gli amici più cari, andare con lui ai concerti era una gioia enorme perché faceva le cose col cuore - dice un compagno di coro - insieme abbiamo condiviso tanto». Papalini amava soprattutto il canto gregoriano: era un uomo molto colto e sensibile.
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