Il presidio
Temi-sorpresa ma con il sorriso
Azzurra Biagi
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CON IL SORRISO. Studenti davanti allingresso dellIti Flop delle indiscrezioni via web, i ragazzi sembrano però soddisfatti
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LIVORNO. «Questi titoli proprio non ce li aspettavamo, ma forse è andata meglio così: quelli che pensavo più probabili sarebbero stati magari più ardui». E' il giudizio di Davide Fonzi, 5ª B all'Iti indirizzo informatico. In realtà, stando ai commenti colti al volo fra i ragazzi all'uscita dalla prova d'italiano che apre l'operazione maturità, le tracce di quest'anno sono parse tutte abbastanza impegnative. Basti pensare alla paura di finire fuori tema intravista dietro il tema d'attualità: partiva una riflessione di Andy Warhol per approfondire il valore della fama effimera in una società come la nostra che attraverso l'industria tv e i social network ne è pervasa, anzi ossessionata. Certo è che il web con il suo passaparola quest'anno ha fallito: nessuna delle tracce ipotizzate - dal Risorgimento, al referendum, da Wojtyla beato al nucleare dopo i guai a Fukushima - si è palesata nelle blindatissime buste del ministero. Anche per il saggio artistico-letterario erano altri gli spunti che si attendevano, ma comunque la traccia "Amore, odio, passione" con brani di Verga, D'Annunzio e Svevo, è stata scelta da molti studenti: come, ad esempio, Erika Maltinti (Iti indirizzo biologico-sanitario). «Ho scelto il saggio breve artistico-letterario perché era quello per cui ero più preparata, ma anche il saggio sull'alimentazione e l'analisi del testo sulla poesia di Ungaretti non erano male», dice Erika che a settembre vorrebbe studiare fisioterapia. «Per le tracce ero un po' preoccupata, avevo paura uscissero titoli stravaganti come negli anni passati». «Quando ho visto le tracce ho scelto subito quella sull'alimentazione", spiega Sara Antonacci, 5ª C biologia all'Iti: "Studiando a scuola materie come biologia e igiene, era questa la cosa più adatta al mio indirizzo». «Anch'io ho scelto la traccia sull'alimentazione», spiega Camilla Tassi, 5ª C biologia pure lei («ho paura soprattutto per la seconda prova»). E dopo? «A settembre vorrei provare a entrare a fisioterapia o studiare per tecnico radiologo». «Ho scelto la traccia storico-politica sui giovani e la militanza politica perché mi è sembrata quella più interessante», afferma Paolo Ceccarini, che al Cecioni è nel corso Brocca. «Ho cercato di dimostrare che l'egualitarismo e il libertarismo sono ideali utopici, anche per provare che alla fine in Italia destra e sinistra non esistono». «Già prima di vedere i titoli, saprevo che avrei fatto la traccia letteraria: è quella per cui mi sono esercitato tutto l'anno», sottolinea Riccardo Mazzoni (anch'egli iscritto al corso Brocca). Che fare dopo il liceo? «Finirò il Conservatorio, suono il contrabbasso, e poi forse l'università. Mi piacerebbe studiare cinema». «Io ho fatto il tema generale d'attualità che partiva dalla "previsione" di Andy Warhol sulla fama». Andrea Bruni, studente del Cecioni ma della sezione A indirizzo linguistico, l'ha scelto perché «sviluppandolo ho visto che si prestava anche a collegamenti con filosofia»: ha usato una frase di Arrigo Sacchi («fortuna è il nome che si dà al merito altrui») facendo «un parallelismo tra il talento che porta a una vera fama, e alla popolarità effimera dei reality show». Dopo la maturità, l'università ma dove? «Scienze motorie, per rimanere nel mio ambito, visto che faccio l'allenatore di una scuola calcio». Federico Cecchini frequenta l'Iti, indirizzo elettrotecnico: è uno dei pochi ad aver svolto il tema scientifico su Enrico Fermi «Ho parlato di intersezioni tra neutroni e protoni, ma anche di come la scienza abbia perso la sua tradizione e di come ne siano cambiati gli intenti». All'epoca di Fermi - aggiunge - i ricercatori lavoravano sodo per farsi portatori di innovazioni che potessero migliorare la vita degli uomini e l'ambiente in cui vivevano o per amore della scoperta. Oggi invece no: «Sembra che portino avanti le loro ricerche soltanto con lo scopo di ricevere applausi, premi o riconoscimenti immediati e che quindi non abbiano veramente a cuore l'umanità, ed è più facile mettere in dubbio che agiscano nel suo interesse».
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