IL DIBATTITO
Pene più severe a chi beve e poi uccide alla guida
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LIVORNO. «A chi guida sotto effetto di droghe e di alcol, e uccide una persona, a chi quindi altera il suo stato picofisico di proposito, accettando il rischio di uccidere qualcuno, può essere contestato l'omicidio volontario, con il dolo eventuale, (specialmente se recidivo)». A sollevare il dibattito è Francesco Zerilli, dirigente dell'Anticrimine della questura, esperto in questioni giuridiche. Il dirigente di polizia affronta il tema, all'indomani della terribile tragedia che ha colpito Davide, investito mortalmente sabato notte a Colle. «Non entro nel merito del caso, poiché è in corso un'indagine, ma in generale posso dire che in Italia sono frequenti casi di persone ubriache e sotto effetto di droghe che si mettono alla guida, dimostrando così un disprezzo per la vita altrui. Certo va valutato l'insieme delle circostanze oggettive e soggettive caso per caso». Il dolo eventuale, per definizione, si ha quando una persona commette un reato doloso, senza volere l'evento finale, ma accettando il rischio che si verifichi. Caso emblematico quello di Marta Russo: il dolo eventuale fu inizialmente supposto dai pm per gli imputati Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro il 9 maggio 1997. Ma il dibattito è aperto anche sugli incidenti stradali: la Cassazione si è pronunciata con un recente sentenza di marzo. Quanto alla legge per inasprimere le pene, Zerilli si dice d'accordo. Sono già state raccolte 20mila firme e si dovrà arrivare a 50mila.(l.l.)
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