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Sequestrati 500mila giochi illegali
Lara Loreti
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INDAGINE DELLA GDF. I sacconi pieni di giochi sequestrati e due auto della FinanzaMaxioperazione della Finanza: denunciati cinque commercianti
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LIVORNO. Cinquecentomila giocattoli contraffatti o con segni mendaci e senza marchio Ce. E sei persone, di cui 5 livornesi, denunciate. Maxioperazione della Guardia di finanza, che ha scovato un importatore cinese che faceva arrivare la merce irregolare in porto direttamente dal suo Paese. Il reato più grave riguarda la vendita di microchip in grado di scaricare abusivamente dal web e memorizzare i giochi della playstation. La merce avrebbe fruttato 1 milione di euro.
Nei guai sono finiti cinque commercianti: alcuni sono ambulanti con il banco fisso nella zona del mercato centrale e al mercatino del venerdì, altri sono titolari di negozi di elettronica. Tutti livornesi quarantenni, incensurati. In più, nel mirino delle fiamme Gialle è finito anche un commerciante cinese di 45 anni che, secondo quanto emerso dall'indagine, già da mesi importava i prodotti direttamente dalla Cina. Tutti e sei sono accusati dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con marchi contraffatti o segni mendaci, ricettazione e commercio di giocattoli privi di marcatura CE. Le fiamme gialle del Gruppo di Livorno, guidate dal colonnello Donato Pignataro, hanno anche segnalato 13 persone alla Camera di commercio per varie violazioni amministrative: in tutto sanzioni per 50mila euro. L'indagine della finanza è partita lo scorso gennaio da controlli al mercato e nei negozi ed è andata avanti per cinque mesi. Le fiamme gialle hanno effettuato appostamenti e verifiche in borghese e in divisa. È così che i militari sono risaliti al cinese che riforniva il suo e anche altri negozi con i prodotti irregolari made in China. I finanzieri hanno scoperto che il 45enne gestiva un magazzino all'interno del quale stoccava la merce che poi vendeva ai commercianti livornesi. In tutto sono stati sequestrati 500mila pezzi.
Del totale, i prodotti più "pregiata" ma anche i più insidiosi sono quelli per la play station. Si tratta di 2000 cartucce con microchip (dette comunemente R4) che modificano il software della consolle, che così riesce a leggere più giochi contemporaneamente. Sono strumenti illegali in quanto per legge ogni consolle puà avere un solo gioco alla volta. Il marchio più bersagliato, come accertato dalla finanza, è la Nintendo Ds. Grazie a questi microchip, come spiegano gli esperti della materia, è possibile scaricare giochi da internet e metterli dentro una memoria da inserire nella playstation. Quindi, una volta accesa la consolle, grazie alla schedina si può scegliere il gioco che si desidera da un'ampia lista. Ciò provoca un danno economico alle società che vendono gli originali. Le cartucce, prodotte solo in Cina, sono molto diffuse in Italia.
Ma i prodotti trovati dalla Guardia di finanza sono i più vari: bamboline, macchinette, giochi elettronici da collegare alla presa della corrente, casalinghi, gadget e così via. I giocattoli per bambini, come pure gli altri oggetti, sono pericolosi per la salute perché senza marcatura Ce o con marchio falso tale da trarre in inganno l'acquirente.
Nei guai sono finiti cinque commercianti: alcuni sono ambulanti con il banco fisso nella zona del mercato centrale e al mercatino del venerdì, altri sono titolari di negozi di elettronica. Tutti livornesi quarantenni, incensurati. In più, nel mirino delle fiamme Gialle è finito anche un commerciante cinese di 45 anni che, secondo quanto emerso dall'indagine, già da mesi importava i prodotti direttamente dalla Cina. Tutti e sei sono accusati dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con marchi contraffatti o segni mendaci, ricettazione e commercio di giocattoli privi di marcatura CE. Le fiamme gialle del Gruppo di Livorno, guidate dal colonnello Donato Pignataro, hanno anche segnalato 13 persone alla Camera di commercio per varie violazioni amministrative: in tutto sanzioni per 50mila euro. L'indagine della finanza è partita lo scorso gennaio da controlli al mercato e nei negozi ed è andata avanti per cinque mesi. Le fiamme gialle hanno effettuato appostamenti e verifiche in borghese e in divisa. È così che i militari sono risaliti al cinese che riforniva il suo e anche altri negozi con i prodotti irregolari made in China. I finanzieri hanno scoperto che il 45enne gestiva un magazzino all'interno del quale stoccava la merce che poi vendeva ai commercianti livornesi. In tutto sono stati sequestrati 500mila pezzi.
Del totale, i prodotti più "pregiata" ma anche i più insidiosi sono quelli per la play station. Si tratta di 2000 cartucce con microchip (dette comunemente R4) che modificano il software della consolle, che così riesce a leggere più giochi contemporaneamente. Sono strumenti illegali in quanto per legge ogni consolle puà avere un solo gioco alla volta. Il marchio più bersagliato, come accertato dalla finanza, è la Nintendo Ds. Grazie a questi microchip, come spiegano gli esperti della materia, è possibile scaricare giochi da internet e metterli dentro una memoria da inserire nella playstation. Quindi, una volta accesa la consolle, grazie alla schedina si può scegliere il gioco che si desidera da un'ampia lista. Ciò provoca un danno economico alle società che vendono gli originali. Le cartucce, prodotte solo in Cina, sono molto diffuse in Italia.
Ma i prodotti trovati dalla Guardia di finanza sono i più vari: bamboline, macchinette, giochi elettronici da collegare alla presa della corrente, casalinghi, gadget e così via. I giocattoli per bambini, come pure gli altri oggetti, sono pericolosi per la salute perché senza marcatura Ce o con marchio falso tale da trarre in inganno l'acquirente.
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