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Violenze: come difendersi
Lara Loreti
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RETE ANTIVIOLENZA. Da destra Gallù Papucci Riscaldati Zerilli, Fries e Graziano Un corso di sicurezza personale dedicato alle donne
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LIVORNO. Gestire l'aggressività, domare le emozioni, difendersi con la mente prima che con il corpo. È una disciplina, un'arte che può salvare la vita e che di certo la migliora, aumentando il livello di sicurezza. Come fare? Lo spiega Michael Fries, tedesco esperto di arti marziali e maestro di Wing Tsun Kung Fu. Oggi e domani terrà un corso base di autodifesa per donne voluto dalla Rete antiviolanza. Due giorni di full immersion per imparare a difendersi da aggressioni domestiche, violenze per strada, molestie sul lavoro e così via. «Per quanto combattiva, una donna in una prova di forza con un uomo è destinata a soccombere - dice Fries - Ma c'è un'energia che non passa dallo scontro fisico, ma che viene dalla mente e che può indirizzare quella dell'aggressore. La cosa fondamentale è imparare a gestire le emozioni e l'energia dell'altro per evitare lo scontro». Partendo da questo presupposto, il corso sarà organizzato in un due fasi: l'insegnamento teorico (oggi dalle 9 alle 13 al centro Donna in largo Strozzi 3) e la pratica (oggi dalle 15 alle 19 e domani 9-13 e 15-18 nella sede della circoscrizione 1, in piazza Saragat). «Il corpo e la mente sono una cosa sola - spiega il maestro Fries - e autodifesa non vuol dire combattere corpo a corpo contro un uomo, ma capire e seguire una logica». Il maestro spiega che non c'è una ricetta per prevenire le violenze, ma nelle situazioni di conflitto l'approccio mentale è fondamentale. Gli insegnamenti teorici saranno illustrati da Fries e dal dirigente dell'Anticrimine, Francesco Zerilli, esperto di arti marziali e maestro di Wing Tsun King Fu. «Abbiamo avvertito che in città c'era un'esigenza di questo tipo - spiega Zerilli - e così abbiamo organizzato il corso per aiutare le donne perché la sicurezza comincia sul piano dei comportamenti, a cui poi va affiancata la tecnica fisica». Le partecipanti sono venti donne rappresentative di varie realtà sociali e lavorative: imprenditrici, giornaliste, avvocate, psicologhe, impiegate e così via. Lo scopo è prevenire gli eventuali attacchi quotidiani, sviluppare una difesa mentale, aumentare la sensiblità tattile, prendere coscienza del proprio corpo e apprendere tecniche di combattimento. Le allieve indosseranno tuta e scarpe da ginnastica, ma, come ha spiega il maestro Fries, nei livelli successivi del corso alle donne viene insegnato anche a difendersi con un abbigliamento meno comodo, come gonna e tacchi alti. «Non è escluso che dopo l'estate verranno organizzati altri corsi di livello superiore», dice Fries. Il corso di prevenzione e sicurezza personale è stato presentato ieri al Centro donna. Erano presenti anche Giovanna Papucci dell'associazione Ippogrifo, il tenente dei carabinieri Claudio Gallù e Paola Riscaldati dell'ufficio Minori della questura. Il corso è il primo risultato del lavoro della Rete antiviolenza città di Livorno, voluta dal Comune e nata lo scorso marzo per aiutare le donne.
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