Il Tirreno

Livorno

Viale Caprera, i lavori per riaprire il fosso sono fermi

Martina Corirossi
Il cantiere deserto sul viale Caprera: i lavori per riaprire la seconda parte del fosso si sono praticamente fermati
◗
Il cantiere deserto sul viale Caprera: i lavori per riaprire la seconda parte del fosso si sono praticamente fermati

Residenti e commercianti sfiduciati: «Topi, rifiuti e zanzare, chissà per quanto andrà avanti...»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Prevale lo scetticismo fra i residenti del quartiere Venezia. A due anni dall'inizio dei lavori per la riapertura del canale di viale Caprera, il cantiere è fermo. Il complesso piano di interventi che avrebbe dovuto concludersi questa estate (secondo lotto) è ancora in alto mare.
Per mesi non c'è stata nemmeno l'ombra di un operaio, lamentano abitanti e commercianti. Gli addetti sono tornati in questi giorni ma si sono limitati a rimuovere il materiale di riempimento che durante la fase di scavo era stato accumulato sotto il ponte di Santa Trinita, nello spazio una volta occupato dal casottino del Venezia.
Il canale, che un tempo si chiamava "fosso della Venezia", fu interrato a cavallo del '900 per motivi igienico sanitari. E forse i nostri nonni non avevano tutti i torti. Un cantiere lumaca che sta causando non pochi disagi ai residenti che hanno più volte segnalato situazioni di degrado. Il secondo tratto del fosso, non ancora completamente riaperto, si è riempito d'acqua e di rifiuti. Lattine, bottiglie e assi di legno galleggiano sull'acqua verde e maleodorante. Un vero e proprio stagno putrido che con l'arrivo del caldo rischia di diventare una bomba a orologeria. Nessuno frequenta più i giardinetti a lato della chiesa di San Ferdinando. Sono infestati da zanzare e grossi ratti. E poi ci sono i cumuli di detriti, transenne, cavi e attrezzi abbandonati.
Fra i residenti del viale Caprera malcontento misto a rassegnazione: «Questi lavori sono troppo costosi, non finiranno mai. E se il fosso resta così è la rovina della piazza». Anche i commercianti e i ristoratori sono dubbiosi: «Sarebbe stato meglio pensare a rifare le strade», sbotta la proprietaria del bar all'angolo con via della Venezia.
E poi c'è il problema dei parcheggi: praticamente dimezzati. Prima dell'arrivo delle squadre di operai, piazza del Luogo Pio ospitava un parcheggio a pagamento per chi voleva recarsi in centro. I residenti invece potevano usufruire delle soste a lisca (un centinaio) che costeggiavano tutto il viale Caprera.. Ora il parcheggio a pagamento è stato trasferito di fronte alla stazione marittima e nella piazza possono parcheggiare solo i residenti. «Chi parcheggiava qui - continua la proprietaria del bar - passava a prendere un caffè, adesso fra transenne, polvere e ferri arrugginiti i clienti sono sempre meno».

COSì SUL GIORNALE

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana