Il Tirreno

Livorno

Tra le parti offese ci sono anche magistrati toscani: per questo il fascicolo era stato trasferito a Genova

Chiusa la maxi indagine per truffa su Filippi

Donato Filippi
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Donato Filippi

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 LIVORNO. Indagini chiuse per la maxi inchiesta di guardia di finanza e agenzia delle entrate che ha portato in carcere, nel marzo 2010, Donato Filippi, 53 anni, originario di Pisa ma residente in città.  Filippi è accusato di truffa, falso, falsificazione di sigilli e reati fiscali. Gli avvisi sono stati inviati dal pm Francesco Pinto della procura di Genova, che da sei mesi ha ereditato il fascicolo da Livorno, per competenza territoriale perchè tra le parti offese figurano anche magistrati toscani. Per l'accusa, Filippi avrebbe creato un giro di atti giudiziari falsi, tra cui sentenze e lodi arbitrali, fabbricandoli con timbri intestati a notai, consolati, tribunali e Comuni, trasferendo illecitamente la proprietà di beni immobili a persone fisiche o associazioni a lui riconducibili e rivenderli a ignari clienti. Filippi avrebbe sfruttato, con sentenze falsificate, i tribunali di Cosenza e di L'Aquila e oltre al console onorario di Haiti, agendo subito dopo i terremoti, e nel complesso frodando il fisco per oltre 20 milioni di euro (indicando falsi rimborsi Iva). L'indagine iniziò nel 2006 coinvolgendo altre 26 persone, denunciate. La Gdf sequestrò durante le indagini 61 immobili, 31 in provincia e 30 nel Pisano.  Filippi era stato arrestato a marzo dello scorso anno.  Per l'accusa avrebbe fabbricato atti giudiziari falsi (sentenze e lodi arbitrali) per mettere le mani su una serie di immobili vantando diritti poi trascritti negli uffici di pubblicità immobiliare (quelle che una volta erano le Conservatorie). Da qui la presenza dei timbri nella sua base operativa, perquisita dalle fiamme gialle. L'inchiesta è nata a Livorno ed stata portata avanti dalla II compagnia della Giardia di finanza, che è riuscita a bloccare il meccanismo. Le truffe, secondo l'accusa, avrebbero interessato anche altri immobili.

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