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Livorno

Meloria vietata alle barche senza motori "eco"

Meloria vietata alle barche senza motori "eco"

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 LIVORNO. Niente più barche con motori vecchi alla Meloria. Da qualche settimana è possibile navigare intorno all'area marina protetta, istituita nell'aprile dello scorso anno, solo con gli "Euro 5 del mare". Ovvero le imbarcazioni che a poppa hanno un motore eco, in linea con la direttiva europea del 2003.  Il ministero, infatti, non ha ancora nominato la commissione di riserva che dovrebbe approvare il regolamento esecutivo dell'area. Così, a un anno dalla nascita, sono scattati automaticamente tutti i divieti previsti dal decreto istitutivo.  In particolare quelli che riguardano le imbarcazioni ecocompatibili. Da aprile, come confermato dalla capitaneria di porto, non potrebbero avvicinarsi alla Gabbia e alla Torre (neppure navigare nelle aree B e C, più distanti) tre categorie di imbarcazioni: le navi da diporto che non sono in linea con alcune disposizioni della convenzione Marpol 73/78 (stiamo parlando di colossi oltre i 24 metri di lunghezza), le barche di media grandezza che scaricano direttamente in mare e, soprattutto, le barchette che non sono equipaggiate con un motore in linea con la direttiva europea del 2003.  In pratica, come sottolineano dal Consorzio Nautico, la «stragrande maggioranza dei gusci di noce che nei giorni di sole raggiungono la Meloria. Anche ottocento, mille nelle domeniche di bel tempo». Un bel caos, che dopo le polemiche dei pescatori rischia di scatenare la rivolta del popolo delle barchette.  Proprio per evitare guai in piena stagione estiva, il Comune e il gestore dell'area protetta - ovvero il Parco di Migliarino e Massaciuccoli - ad aprile hanno scritto al ministero chiedendo, in questa fase di "buco brocratico", di tenere in piedi la regolamentazione della passata stagione: divieto di entrare nella zona A e possibilità di navigare negli spazi B e C con limiti alla pesca. Senza considerare i motori.  Più precisamente il Comune e il Parco hanno chiesto una deroga ai divieti restrittivi entrati in vigore, appunto, a un anno dall'istituzione dell'area. «È assurdo - interviene il vicesindaco Cristiano Toncelli, che vicino alla Meloria passino i traghetti e non le barchette che magari hanno un motore da cinque cavalli. La misura è troppo restrittiva (anche perché i motori in questione costano parecchio), ci stiamo muovendo per ottenere la deroga». Ma per ora da Roma - come confermato dal direttore del Parco, Sergio Paglialunga - non si è fatto sentire nessuno.  I guai ruotano intorno alla famosa commissione che dovrebbe mettere il bollo sul regolamento della Meloria (atteso per lo scorso aprile e praticamente già pronto), ma che non è stata ancora nominata dal ministero. La commissione è solo un organo consultivo, formato dai rappresentanti delle amministrazioni locali e delle categorie. Ma il suo parere è «comunque vincolante», come sentenziato dal Tar dopo la bocciatura del regolamento approvato (senza il parere della commissione) per l'area marina protetta di Porto Cesareo, in Puglia.  Risultato: niente commissione, niente ok al regolamento. Con il Parco della Meloria che di fatto è ancora nel limbo: non ci sono le boe ufficiali che delimitano le aree e quindi i divieti, non c'è una carta precisa visto che quella allegata al decreto era sbagliata. Esistono solo le coordinate da inserire nel Gps per provare a orientarsi.  Per ora a delimitare la zona A (un rettangolo di un miglio e mezzo in cui non si può fare il bagno, navigare, figurarsi pescare) ci sono solo piccole boe rosse ufficiose. E non i costosi segnalatori che come annunciato in estate dal Parco, avrebbero dovuto definire «entro l'autunno» il puzzle dei divieti. «La gara per l'acquisto delle boe - fa sapere Paglialunga - è in fase di definizione, ci sono stati ritardi per problemi di organizzazione interna».  A chi non avesse il Gps in cui inserire le coordinate del decreto, i responsabili della capitaneria consigliano di tenere come punto di riferimento l'asse torre-faro: «Se venendo dal porto non si supera, si è sicuramente in fascia B». E il nuovo stop per le barche non ecocompatibili? In capitaneria parlano di «buon senso nelle attività di controllo in questa fase di assestamento normativo», ma sottolineano anche che «i nuovi divieti sono entrati in vigore, è indubbio». Sempre che da Roma non arrivi la deroga... Juna Goti Area A offlimits  La carta ufficiale del Parco, allegata al decreto lo scorso anno, alla fine si è rivelata sbagliata. Come capire, quindi, dove inizia l'area A in attesa del nuovo regolamento? Se si inseriscono nel Gps le coordinate indicate nel decreto, inizia a circa 900 metri di distanza dalle torri. È un miglio e mezzo quadrato di mare in cui non si può navigare (neppure a remi o a vela), fare il bagno né tantomeno pescare.

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