Il presidio
«Il suo amore sarà sempre con me»
R.C.
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Fiorella Di Gioia, moglie del surfista morto, ai Tre Ponti circondata dallaffetto di amici e parenti La moglie del surfista lancia un fiore in mare ai Tre Ponti
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LIVORNO. Ieri mattina presto è andata ai Tre Ponti, in quello che era il regno del suo Mau, tra le cui onde il marito se ne è andato per sempre, facendo quello sport che lei, forse, ha potuto capire solo dopo quel giovedì maledetto. Fiorella Di Gioia, la moglie di Maurizio Vestri, il surfista ucciso da un malore a 53 anni mentre cavalcava le onde sul suo kite, ha gettato un fiore in questo mare e poi ha atteso. Ha atteso che arrivassero gli altri ragazzi con le loro tavole, gli stessi che erano accanto a lei in chiesa, al funerale, gli stessi che il giorno precedente erano scesi in acqua, secondo un antico rito Maori, per ricordare Mau. «Quando li ho visti sulla riva e li ho sentiti chiamare tutti insieme "Mau, Mau" - ricorda Fiorella - mi sono sentita ancora una volta viva. Quando un amico mi è venuto vicino e mi ha detto che solo dopo avermi visto era riuscito ad entrare in mare, ho capito quanto bene volevano a Maurizio e quanto ne vogliono ancora a me». E mentre anche la figlia, la piccola Lucrezia, indossa la sua tuta e scende a sua volta in acqua, Fiorella chiede di poter ringraziare tutte le persone che le sono state vicine in questa prova terribile. «Ho ricevuto una manifestazione di affetto che ha avuto dell'incredibile, dagli amici, ai colleghi di lavoro di Maurizio a tutti i negozianti di via Grande, che sono subito corsi al mio fianco. Questo - aggiunge Fiorella - mi ha fatto capire come siano importanti questi semi di umanità che lasciamo cadere tutti i giorni, e come possano germogliare». Un ringraziamento particolare va al personale della ditta Bitossi, dove lavorava Maurizio, e dove - sottolinea la moglie - «lui aveva trovato una vera e propria famiglia». Ma uno dei grazie più sentiti, Fiorella lo vuole esprimere proprio per il popolo del surf, proprio lei che - ammette ha «capito solo adesso cosa volesse dire per Mau fare sport». Quindi non solo esercizio, abilità e competizione, ma senso di appartenenza ad un gruppo e ai suoi valori positivi. «Sono cose che ammetto di non aver capito subito - spiega Fiorella - forse per il modo di vedere certe cose tipico di noi donne. Ma grazie a loro - aggiunge - ho compreso lo spirito di certe cose e la grandezza di questo mare, del suo mare». Ma inevitabile, ecco emerge il dolore: «Ho purtroppo un grande rimpianto, quello di essere stata accanto a Maurizio solo 14 anni, quello di non aver conosciuto prima quest'uomo splendido - sottolinea - anche se mi rimane nostra figlia, che assomiglia tanto a lui, selvaggia eppure capace e affidabile come Mau. E così - conclude - so che non resterò sola, e lei nemmeno: avremo sempre accanto a noi un amore immenso come il mare». Ecco le parole dei familiari Fiorella, Lucrezia, Angela, Andrea e Lara: «La perdita del nostro caro Maurizio ha creato un vuoto incolmabile per tutti noi, ma l'immensa partecipazione al dolore che ci è stata dimostrata in questi tristi giorni ci ha fatto capire che Maurizio continuerà a vivere nei ricordi e nel cuore delle tantissime persone che gli hanno voluto bene. Un ringraziamento - scrivono ancora i familiari - a tutti per il caloroso affetto e il sostegno che abbiamo ricevuto».
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