Crudeltà su un gabbiano
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Il cucciolo di gabbiano con le zampe legate dal filo di nylon e lamo infilato nel becco: ecco come è stato trovato da una passante. Sotto il gabbiano durante lintervento chirurgico nella clinica veterinaria con i medici impegnati a rimuovere lamo «Un'amo nel becco e le zampe legate col nylon» È stato salvato da una passante e poi operato
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LIVORNO. Un cucciolo di gabbiano, ferito e legato alle zampe con un filo di nylon, è stato raccolto e salvato l'altra sera da una passante, Sabrina Barsotti, sullo scivolo riservato alle piccole imbarcazioni in porto. «Se ne stava rannicchiato in silenzio - racconta la donna - con la dignità del dolore muto, che solo gli animali sanno fare. L'ho raccolto: aveva un amo da pesca nel becco legato a un cavo d'acciaio e le zampette erano unite fra di loro da un filo di naylon, che gli impediva di camminare segandogli la pelle». Sabrina Barsotti ha portato il volatile nel vicino studio veterinario del dottore Luigi Tognazzi, che con il suo collega collaboratore, hanno provveduto a fare un delicato intervento chirurgico. «Gli hanno estratto l'amo e il filo d'acciaio, poi hanno tagliato il filo di nylon che lo bloccava - racconta - Infine lo hanno medicato, soprattutto alle zampine. Infine l'ho portato a casa mia e ho cercato piano piano di farlo mangiare e bere: era veramente denutrito e disidratato. Adesso lo accudirò finché non si rimetterà in forze. «Un applauso ai bravissimi dottori e un augurio al giovane gabbiano- che possa presto planare nell'azzurro ed immenso mare».
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