Paolini show in strada E il disturbatore tv brucia la foto di Silvio
Cristiana Grasso
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Paolini in viale Alfieri durante alcune fasi della sua performance 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un megafono, la foto di Berlusconi da bruciare, un fiore per compiere il rito propiziatorio «perché Silvio se ne vada». Show lampo in viale Alfieri, proprio davanti al Tirreno, di Gabriele Paolini, disturbatore in diretta di professione (con cartelli e all'occorrenza preservativi) ma anche performer situazionista, creativo, autore di libri ("Io, pagina ribelle", "Il profeta del condom"), «artista in fuga» come si definisce lui, da quando è stato colpito da un provvedimento che lo ha obbligato ad allontanarsi da Roma «e così giro l'Italia, per diffondere il mio messaggio, che non passa solo attraverso la tv...». E infatti, ai passanti più incuriositi che infastiditi da questa incursione a sorpresa che rallenta appena il traffico di viale Alfieri verso le 5 del pomeriggio, Paolini grida soprattutto un invito: «Spengete la tv, non la guardate, ribellatevi alla sua meschinità, alla spettacolarizzazione della cronaca nera, spengetela e leggetevi un libro di Flaiano o di Popper...». C'è anche lo "spogliarello" annunciato: si toglie i pantaloni e resta in maxi bermuda a fiori, il megafono sempre in mano. «Sono qui - spiega - anche per rendere omaggio a un uomo giusto, il finanziere di cui si è appena celebrato il funerale, un uomo che a differenza di tanti politici e tanti personaggi televisivi lavorava per la collettività». Paolini spiega di aver aspettato comunque la fine del funerale del maresciallo portato via da un tumore a soli 51 anni «per non urtare nessuna suscettibilità», ma ad applaudirlo alla fine c'è anche qualche amico del finanziere. Il clou della performance è l'incenerimento della foto di Berlusconi, con Paolini che grida «brucia, hai tolto al nostro paese ogni speranza di cambiamento...». Poi con il garofano compie il suo misterioso rito propiziatorio, si immagina per un mondo più giusto, più onesto e senza tv spazzatura. Prima di rivestirsi due parole con il piccolo pubblico che gli si è fatto attorno. «Di cosa vivo? Della mia immagine, dei miei libri, sono un personaggio. Ma non voglio essere un personaggio fine a se stesso, limitarmi a quelle apparizioni in tv che comunque hanno un senso proprio nella loro funzione disturbatrice. Nei miei interventi live interagisco con la gente, lancio i miei messaggi sperando che resti qualcosa, e non me ne vado fino a quando qualcuno ha da farmi delle domande». Classe 1974, padre generale dell'esercito («non si direbbe vero?» in questi giorni in vacanza a Cecina, Paolini spiega che le sue battaglie sono anche dalla parte delle donne e contro la pedofilia: «Io da piccolo sono stato vittima delle molestie di un prete pedofilo, solo io so l'inferno che ho passato...». In tv irrompe dagli anni Novanta «tanto ad essere stato inserito nel Guinness dei primati per il maggior numero di presenze tv».
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