Il presidio
«Quattro ore per fare una raccomandata»
Valeria Cappelletti
Un'altra giornata di passione negli uffici postali. La gente in coda: «È una vergogna»
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LIVORNO. «Armatevi di santa pazienza», dovrebbe essere questo il cartello da attaccare fuori dagli uffici postali livornesi, visto che - come sta avvendo in mezza Italia - i terminali agli sportelli continuano ad andare a singhiozzo o addirittura a non andare per niente. Invece Poste Italiane vanno avanti come se niente fosse: all'ingresso degli uffici non c'è un cartello di scuse per il disservizio e neppure un avviso che informi della situazione disagio che si protrae ormai da diversi giorni. Un disagio che non si sa quando avrà fine e che costringe anche i livornesi a fare la spola da un ufficio postale all'altro con la speranza di riuscire a pagare una bolletta o a fare lunghe e spesso inutili code per riscuotere l'attesa pensione ni pagamenti in scadenza.
E' accaduto anche ieri mattina. Ardenza, La Rosa, Montenero, Corso Amedeo, via Cairoli, via Masi: tutti gli gli uffici postali erano pieni di persone che attendevano, speranzose, il proprio turno. All'ufficio postale della Rosa il servizio andava a singhiozzi e nella piccola sala erano stipate un centinaio di persone. «È inammissibile - dice Carla Salvatori, in fila per riscuotere la pensione - i terminali continuano a bloccarsi. Siamo nel 2011, possibile che ci siano ancora questi problemi?». Attese lunghe, anche fino a due ore, poche sedie dove far riposare le persone anziane o le madri con i bambini al seguito. Attese che, in alcuni casi, non portano a niente o perché il terminale non vuole proprio saperne di ripartire o perché le file sono davvero troppo lunghe e i cittadini desistono. «Venerdì sono passata da qui intorno alle 18 - spiega Paola Nocchi, in fila alle poste della Rosa - avevo 300 persone davanti, ho rinunciato sperando che la situazione oggi (ieri ndr) fosse migliore ma a quanto vedo non è cambiato niente».
In via Cairoli, non c'erano neppure i tagliandini con i numeri per far rispettare la fila e le persone in coda hanno dovuto gestire da sole la situazione, inevitabile il disagio e qualche battibecco tra chi non rispettava la fila. Solo tre gli sportelli aperti e, non funzionando il servizio dei numeri, le persone non potevano riposare ma dovevano rimanere in piedi in fila, per non rischiare di perdere il turno.
«Quattro ore per fare una raccomandata - racconta Emanuele Parri - e poi ci sono le persone che devono riscuotere la pensione, loro come fanno?». Qualcuno dei presenti sbuffava; qualcuno, più fortunato, ottenuta la tanto agognata pensione, ha lanciato un ultimo sguardo alla fila e a chi rimaneva, poi via, lui cel'ha fatta. «È tutto bloccato - dice una ragazza andando via - Ho perso tempo e non sono riuscita a fare niente». Tra i presenti, vari gruppetti discutevano della situazione: «Ho sentito dire che alle poste in via Masi, alle 9 erano in 400 ad attendere, anche lì è tutto bloccato, ma è una cosa che coinvolge tutta Italia».
Alle undici, all'ufficio postale della stazione, erano circa 30 le persone che aspettavano il proprio turno, alcuni in fila da un'ora, ma il servizio aveva ripreso a funzionare correttamente. All'Ardenza, infine, i terminali degli uffici di via del Mare, hanno ripreso a funzionare solo dopo le 11.30 e la fila a quell'ora era molto lunga, meglio non avventurarsi, se non ci si arma di santa pazienza.
E' accaduto anche ieri mattina. Ardenza, La Rosa, Montenero, Corso Amedeo, via Cairoli, via Masi: tutti gli gli uffici postali erano pieni di persone che attendevano, speranzose, il proprio turno. All'ufficio postale della Rosa il servizio andava a singhiozzi e nella piccola sala erano stipate un centinaio di persone. «È inammissibile - dice Carla Salvatori, in fila per riscuotere la pensione - i terminali continuano a bloccarsi. Siamo nel 2011, possibile che ci siano ancora questi problemi?». Attese lunghe, anche fino a due ore, poche sedie dove far riposare le persone anziane o le madri con i bambini al seguito. Attese che, in alcuni casi, non portano a niente o perché il terminale non vuole proprio saperne di ripartire o perché le file sono davvero troppo lunghe e i cittadini desistono. «Venerdì sono passata da qui intorno alle 18 - spiega Paola Nocchi, in fila alle poste della Rosa - avevo 300 persone davanti, ho rinunciato sperando che la situazione oggi (ieri ndr) fosse migliore ma a quanto vedo non è cambiato niente».
In via Cairoli, non c'erano neppure i tagliandini con i numeri per far rispettare la fila e le persone in coda hanno dovuto gestire da sole la situazione, inevitabile il disagio e qualche battibecco tra chi non rispettava la fila. Solo tre gli sportelli aperti e, non funzionando il servizio dei numeri, le persone non potevano riposare ma dovevano rimanere in piedi in fila, per non rischiare di perdere il turno.
«Quattro ore per fare una raccomandata - racconta Emanuele Parri - e poi ci sono le persone che devono riscuotere la pensione, loro come fanno?». Qualcuno dei presenti sbuffava; qualcuno, più fortunato, ottenuta la tanto agognata pensione, ha lanciato un ultimo sguardo alla fila e a chi rimaneva, poi via, lui cel'ha fatta. «È tutto bloccato - dice una ragazza andando via - Ho perso tempo e non sono riuscita a fare niente». Tra i presenti, vari gruppetti discutevano della situazione: «Ho sentito dire che alle poste in via Masi, alle 9 erano in 400 ad attendere, anche lì è tutto bloccato, ma è una cosa che coinvolge tutta Italia».
Alle undici, all'ufficio postale della stazione, erano circa 30 le persone che aspettavano il proprio turno, alcuni in fila da un'ora, ma il servizio aveva ripreso a funzionare correttamente. All'Ardenza, infine, i terminali degli uffici di via del Mare, hanno ripreso a funzionare solo dopo le 11.30 e la fila a quell'ora era molto lunga, meglio non avventurarsi, se non ci si arma di santa pazienza.
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