Il Tirreno

Livorno

«Valutazione ambientale per la Gran Guardia»

Marco Cannito e la facciata dell’ex cinema La Gran Guardia
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Marco Cannito e la facciata dell’ex cinema La Gran Guardia

Cannito all'attacco: la variante è contraria alla normativa regionale

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 LIVORNO. «Tutto il comparto del Buontalenti e non un singolo edificio necessita di un intervento di riqualificazione che difenda gli interessi di commercianti e residenti". Marco Cannito, capogruppo in consiglio comunale di Città diversa si fa portavoce delle perplessità della sua lista civica sulla trasformazione dell'ex cinema teatro Gran Guardia.  Il timore è che il progetto possa portare con sé più problematiche che effettivi benefici. Per questo Cannito presenterà un'interpellanza in consiglio e ha recapitato al sindaco una lettera aperta in cui esprime tutto il suo malcontento. «La giunta ha firmato il protocollo d'intesa senza che la commissione o il consiglio fossero adeguatamente informati», dice.  Il consigliere chiede innanzitutto che sia rispettata la legge regionale del 2005 che obbliga a procedere con la valutazione integrata di impatto ambientale. A suo giudizio vi è è infatti «il problema della viabilità e dei parcheggi: secondo quanto si legge nel protocollo, tre piani dell'edificio che ospitava il teatro saranno riservati ad uffici e a ben 12 appartamenti. Una manovra che finirebbe per attirare nella zona, da anni tormentata dal problema del posto auto, ancora più macchine».  E poi c'è la questione occupazionale. «Un colosso dell'abbigliamento come la catena H&M, che a quanto pare potrebbe impiegare addirittura 40 persone, rischia però di innescare una guerra fratricida con gli altri negozi presenti in via Grande e uccidere i piccoli commercianti. Così a fronte di 40 nuove assunzioni si avrebbero decine di esercizi sull'orlo del fallimento», spiega.  E infine vi è la questione relativa alle superfici di vendita. «La regolamentazione regionale prevede che le superfici di vendita nei centri storici non superino i 999 metri quadrati, mentre per H&M se ne ipotizzano già 1500».  Un'operazione che non convince il consigliere della lista civica. «Niente in contrario verso il negozio di moda purché vi fosse un progetto che tradisse la volontà da parte dell'amministrazione di intervenire complessivamente per una rinascita di tutto il centro compreso ad esempio il palazzo Grande le cui sorti sono ancora incerte», conclude.  Martina Corirossi

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