Il Tirreno

Livorno

«Per il Lotto Zero non ci sono soldi...»

Kutufà (a destra) stringe la mano al ministro Matteoli
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Kutufà (a destra) stringe la mano al ministro Matteoli

Il presidente preoccupato: Roma (e anche Firenze) non lo considerano una priorità

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 LIVORNO. È stato il primo a lanciare l'sos. «Lo stiamo perdendo...» Ma anche il primo a riaprire il dibattito sul Lotto Zero quando, con la revisione del piano finanziario di Sat e l'azzeramento del valore di subentro annunciato dal Cipe, i sei chilometri di gallerie che dovrebbero collegare Maroccone a Chioma sono schizzati fuori dagli accordi col governo. Però oggi, di fronte all'idea di finanzianziare l'atteso "foro" con il pedaggio della futura autostrada Tirrenica, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, invita alla prudenza. Perché «al di là delle ipotesi, non c'è ancora niente di concreto».  «Tutti gli enti - interviene - sono favorevoli a trovare una soluzione positiva che, però, mi pare ancora lontana da quando il governo ha tolto i finanziamenti. Nelle carte c'è scritto che il Lotto Zero si deve fare, però bisogna capire come. È questa incertezza che mi preoccupa».  Partiamo da una certezza (o quasi): le compensazioni.  «Nell'accordo si parlava di 231.2 milioni di euro per le compensazioni, ovvero i soldi promessi agli enti locali quando il progetto del Lotto Zero è passato da due a una galleria. Un'ottantina sarebbero serviti alla penetrazione nel porto di Piombino (la Ss 398), e il protocollo è stato già firmato, gli altri a una serie di interventi nell'area livornese: noi avevamo pensato alla viabilità del nuovo ospedale, alla messa in sicurezza della Variante tra Stagno e Montenero, alla realizzazione del sottopasso della stazione al posto del cavalcaferrovia».  Ma alla fine quanto arriverà?  «Si dovrebbe scendere a 60 milioni. Per la viabilità dell'ospedale, 20 milioni dovrebbero arrivare dalla Regione: c'è un impegno che però non è ancora stato formalizzato. Per il resto l'intenzione è di dare priorità alla messa in sicurezza della Variante»  E il sottopasso della stazione?  «A quel punto bisogna vedere se ci saranno le risorse. Io vorrei realizzarlo, e credo anche Cosimi: servirebbe a valorizzare le Terme del Corallo, troppo penalizzate. E le amministrazioni lascerebbero un segno importante nella città».  Tanti se... ma i tempi quali sono?  «Se c'è accordo, le prime compensazioni dovrebbero sbloccarsi nel 2012».  Lotto Zero: oggi quanto costerebbe realizzarlo?  «Nell'accordo firmato col Governo si parlava di 231 milioni di euro. Ci dicono però che, col passare degli anni, il costo stimato per una sola canna sia passato a 350 milioni, circa 400 se i tunnel dovessero essere due. Dopo la tragedia del Monte Bianco le norme in materia di sicurezza si sono irrigidite. Ma questa è un'analisi che tocca ai tecnici».  Ha detto che il principio che la Maroccone-Chioma vada fatta è «assodato». Ma fuori da Livorno il partito del no sembra in crescita: perché spendere 300milioni per forare Quercianella quando c'è già il Romito?  «Effettivamente questo problema esiste. Sono quarant'anni che lottiamo per avere un collegamento diverso, più rapido e sicuro, con il sud della provincia. Ma fuori Livorno questa esigenza non è così marcata. Non è facile fare avvertire il Lotto Zero come una priorità: non solo a Roma, ma anche a Firenze».  La "tangenziale" di Lucca per raggiungere l'Abetone senza costeggiare le mura è vista più di buon occhio...  «Le rispondo dicendo che la Maroccone-Chioma permetterebbe non solo di trasformare il Romito in una vera strada-parco, con conseguente incremento turistico, ma anche di facilitare i traffici in una logica di piattaforma-porto tra Livorno e Piombino».  Le opposizioni sostengono che il Lotto Zero sia sempre in discussione perché la classe politica livornese non conta abbastanza.  «Il 22 gennaio del 2010 abbiamo raggiunto un obiettivo importante: l'accordo firmato da Berlusconi e Martini che prevedeva chiaramente anche la realizzazione del Lotto Zero. Non mi sembra proprio che in quei mesi ad amministrare il territorio ci fosse qualcuno di diverso da Cosimi e Kutufà... Il lavoro politico e amministrativo è stato fatto: il problema è saltato fuori quando il quadro economico-finanziario è stato rivisto e il governo ha tolto il valore di subentro. Il fatto è che quel documento non è stato superato da altri, ma c'è chi continua a non considerarlo». J.G.

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