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Il nostro alt a guerre e violenze
Roberto Olivato
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GIORNATA DELLA PACE. In alto: fiori nel luogo in cui nel 43 morirono tanti livornesi sotto le bombe S. Egidio: domani il Giorno della Pace ricordando i bombardamenti
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LIVORNO. Sono ormai otto anni che la comunità di Sant'Egidio organizza la giornata di "Livorno per la pace'', un itinerario di memorie e di speranza. Quest'anno l'iniziativa di domani avrà come tema la diffusione della violenza: nel mondo ma anche vicino a noi, anche nella nostra Livorno. La "Giornata" ricorda i bombardamenti del 28 maggio del '43 che distrussero quasi completamente Livorno. Il via alle 17 da piazza del Municipio con il saluto del vescovo Simone Giusti, poi il susseguirsi delle tappe di questo "itinerario della memoria" (in piazza Duomo, in via Cairoli e in piazza Cavour, quindi l'arrivo sugli scali D'Azeglio dove, come ricorda una targa commemorativa, 68 anni fa una bomba centrò un rifugio uccidendo un gran numero di persone. Al termine, nella chiesa di San Giovanni Battista, la "memoria delle vittime di tutte le guerre" e la sera la festa in piazza Venti Settembre che vedrà protagonisti i bambini. L'iniziativa, istituita nel corso del consiglio comunale dell'aprile del 2004, continua a riscontrare interesse ed apprezzamento delle istituzioni cittadine, ma non solo. A farla da protagonisti sono le centinaia di alunni delle scuole elementari e medie coinvolti, con disegni o poesie, a dire la loro su quello che nonni ed insegnanti gli hanno raccontato. Un modo per evitare che quel 28 maggio non perda di significato ma anzi, tramite le nuove generazioni, quella data possa essere ricordata come rifiuto alla guerra e ad ogni altro tipo di atrocità umana. Questo è il messaggio che nella ricorrenza di domani la comunità di Sant'Egidio vuole tramandare non solo alle nuove generazioni, ma anche ai tanti immigrati che poco conoscono la storia della nostra città e che con questa manifestazione, potranno capire meglio Livorno ed i suoi abitanti. Senza contare che il tema della violenza - spiegano gli organizzatori - riguarda molto da vicino tanti dei migranti presenti a Livorno, molti dei quali fuggiti dalle loro terre proprio per la presenza di situazioni di povertà e di sopraffazione: in una delle tappe del percorso nel cuore della città parlerà Kpalikè Felemou, vicepresidente internazionale della Comunità di Sant'Egidio e responsabile per l'Africa.
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