Il Tirreno

Livorno

Immigrazione, maxi-retata in centro

Lara Loreti
Il dirigente dell’Anticrimine, Zerilli e il capo dell’Immigrazione Delfino. In alto i controlli
◗
Il dirigente dell’Anticrimine, Zerilli e il capo dell’Immigrazione Delfino. In alto i controlli

Piazza della Repubblica: trenta stranieri controllati, sette denunciati e un arresto

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Schiamazzi, risse, accoltellamenti, spaccio. Ma anche degrado legato a sporcizia e presenza di escrementi. Episodi che si sono susseguiti negli ultimi mesi nella zona di piazza della Repubblica. I residenti, un centinaio in tutto, stanchi ed esasperati dalla situazione, si sono costituiti in comitati spontanei e hanno protestato in questura verbalmente e anche presentando anche un esposto, firmato da trenta persone. E la risposta della polizia non è tardata ad arrivare. Lunedì sera nel triangolo di piazza della Repubblica, scali delle Cantine e via degli Avvalorati c'è stata una vasta operazione volta a identificare le persone sospette e individuare eventuali clandestini. Questo il bilancio: trenta persone controllate, tutti uomini, di cui 8 fermati perché non in regola con i documenti per l'immigrazione più un arrestato. La retata è iniziata alle 21 ed è proseguita fino alle 2.  Le proteste dei residenti sono arrivate sulle scrivanie della questura nei giorni scorsi. La gente del luogo lamenta degrado derivante da risse, schiamazzi da parte di ubriachi e anche molestie ai ragazzi che svolgono attività sportiva nelle cantine dei circoli nautici. In particolare sulle banchine, i proprietari delle barche spesso trovano resti come bottiglie e rifiuti di vario tipo. La maggior parte degli episodi, secondo gli abitanti arrabiati, sono legati alla presenza di numerosi extracomunitari, sia magrebini sia dell'Est Europa.  Ed ecco che l'altra sera sono scesi in campo trenta agenti tra anticrimine, volanti, immigrazione, polizia amministrativa e ufficio minori. Tutti i poliziotti sono stati coordinati dal dirigente dell'Anticrimine, Francesco Zerilli e dal capo dell'Immigrazione, Walter Delfino, che ieri mattina hanno illustrato i motivi e i risultati dell'operazione in conferenza stampa. Per l'occasione sono venuti in città anche gli agenti del reparto mobile di Genova. La polizia, attiva anche nei fossi con tre motobarche della sezione nautica, ha setacciato le stradine intorno alla piazza e le cantine sotto ai fossi dove spesso si concentra lo spaccio. Controlli anche sugli scali Novi Lena.  Le persone fermate per il controllo sono in prevalenza maghrebini, tunisini e marocchini in particolare, più un senegalese, un nigeriano, un pakistano e uno del Bangladesh. Gli otto fermati sono stati portati in questura per il fotosegnalamento. Come accertato dalla polizia, uno aveva l'obbligo di firma, quattro sono stati rimandati a Trapani per la richiesta di asilo politico, due tunisini senza permesso di soggiorno sono stati denunciati e un marocchino, Mbark Mahrs, 22 anni, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.  Gli altri 22 immigrati controllati nel corso della notte fanno parte dei gruppi sbarcati negli ultimi mesi dalla Tunisia e sono tutti regolari perché hanno ricevuto il permesso di soggiorno umanitario. Come rilevato dalla polizia, nella zona della piazza della Repubblica ci sono anche numerosi tunisini arrivati da poco in Italia e accolti in altre città e poi arrivati a Livorno. Poi da lì si ono spostati a Livorno, che sembra esser diventata famosa tra gli extracomunitari per la sua accoglienza.  «Non abbiamo trovato una situazione grave o di forte degrado come si potrebbe pensare - precisa Zerilli - Abbiamo controllato però notato che le stradine intorno alla piazza come via della Pina d'Oro o via della Posta sono piene di persone che apparentemente stazionano in quell'area senza motivo. Scopo dell'operazione è dare un segnale di monitoraggio attento e costante della situazione».  «La presenza di tunisini arrivati a Livorno anche da altre città d'Italia - riflette Walter Delfino - ci fa capire come tra gli stranieri si sia sparsa la voce sul fatto che qui ci sia una ricca comunità. Questo ci fa piacere, ma è comunque un fenomeno da tenere sotto controllo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino