Il presidio
Nuova tensione tra vigili e senegalesi
Un agente ferma un giovane e si apre un altro parapiglia
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LIVORNO. Nuove tensioni, ieri mattina, tra vigili urbani e venditori senegalesi. Nuova - forse inevitabile - elettricità dopo il parapiglia che giovedì ha coinvolto un centinaio di persone tra i banchi di piazza Cavallotti: al pronto soccorso, dopo alcuni controlli sulla merce, sono finiti un ambulante e cinque agenti. Con il mercato a fare da spettatore attivo: in difesa degli extracomunitari, ma anche della vendita legale. Ieri - che la tensione non si fosse consumata il giorno prima nelle stanze dell'ospedale e del Comune (dove i rappresentanti della comunità senegalese hanno incontrato il sindaco) - si è capito subito. I venditori africani, una trentina, si sono sistemati al solito punto, all'angolo tra piazza Cavallotti e via Buontalenti, ma senza la loro merce. Una specie di occupazione pacifica del marciapiede. Per sottolineare che «è tutto a posto, non vogliamo problemi, a Livorno stiamo bene», ma anche per «difendere il nostro spazio». Lo ripete Faye Djibril, 30 anni, mentre legge il giornale insieme ai connazionali. In Senegal studiava medicina, vuole vedere «come avete raccontato quello che è successo, vogliamo che sia chiaro che siamo qui per lavorare, non vogliamo problemi». Di problemi se ne presenta uno qualche secondo dopo. Un senegalese arriva sotto i portici con un borsone. I tre vigili urbani presenti gli chiedono subito di mostrare la merce. È una miccia: davanti ai banchi si scatena di nuovo il caos. «Non è venuto per vendere, ma solo per salutarci», gridano i connazionali. «Sì, ma questa merce è contraffatta, ce la deve consegnare», controbattono i vigili. Grida, qualche spintone. Il botta e risposta continua in via Buontalenti, a due passi dall'entrata laterale del mercato. Intorno a vigili e venditori senegalesi si raduna il solito capannello di curiosi e per raccontare la tensione che - come si direbbe tra un banco e l'altro della Livorno più Livorno - "si taglia a fette" basta un episodio: i vigili urbani chiedono ai giornalisti di non filmare e vogliono vedere documenti e tesserini rilasciati dall'ordine. Qualche momento di sbandamento. Poi arrivano altri due agenti della polizia municipale che riportano la calma. E il diritto di cronaca. La situazione torna lentamente alla normalità. I senegalesi resteranno tutto il giorno al loro posto, senza esporre la merce. Per la prossima settimana è in programma un nuovo incontro con i rappresentanti dell'amministrazione comunale. J.G.
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