Il Tirreno

Livorno

Protesta dei detenuti alle Sughere contro il sovraffollamento

Protesta dei detenuti alle Sughere contro il sovraffollamento

3 MINUTI DI LETTURA





"Da alcuni giorni i detenuti di alcune sezioni stanno mettendo in atto una forma di protesta pacifica, civile e non violenta all’interno della Casa Circondariale di Livorno che consiste nel rifiutare il cibo dell’Amministrazione e nel battere sulle sbarre e cancellate". Lo scrive in una nota il Garante dei detenuti del Comune di Livorno, Marco Solimano. "Questa mattina - scrive Solimano - mi sono recato all’interno dell’Istituto di pena ed ho avuto l’opportunità di incontrare una folta rappresentanza delle sezioni in agitazione. Le motivazioni della protesta riguardano essenzialmente le difficilissime condizioni di vita all’interno, dovute ad un sovraffollamento asfissiante e fortemente limitante della agibilità e degli spazi minimi di vita".

"Si pensi - prosegue la nota - che in una cella di neanche 12 metri quadri vengono ospitati tre detenuti, quota di gran lunga al di sotto da quanto previsto dalla Convenzione Europea di prevenzione alla tortura che parla di un minimo vitale di 7 mq per ogni detenuto. Ma le motivazioni più pregnanti riguardano alcune dimensioni specificatamente locali. Come già più volte è stato denunciato da questo ufficio la quota destinata dal Ministero alla manutenzione ordinaria è del tutto risibile ed inadeguata: le lenzuola vengono cambiate una volta ogni 25 giorni, nonostante l’Ordinamento Penitenziario preveda una volta ogni settimana, non sono più disponibili disinfettanti né per le singole celle né tantomeno per gli spazi comuni come le docce che versano in condizioni penose ed umilianti, i materassi sono oramai vere e proprie sottilette senza alcuna prospettiva di sostituzione".

"Non ci sono lampadine di ricambio una volta fulminate così come i tasselli per attaccare al muro i mobilini della stessa Amministrazione, così come altre importanti questioni. I magazzini sono vuoti e non si riesce a far fronte nemmeno all’essenziale ed all’indispensabile. I livelli di povertà fra i detenuti non consentono a tutti di poter acquistare il necessario alla spesa e quindi sono i più marginali a pagare duramente queste condizioni. C’è una vera e propria emergenza che può riguardare anche la tutela della salute pubblica. Nonostante i roboanti proclami del Governo le carceri vivono un pericoloso stato di abbandono che pagano duramente i reclusi e quanti all’interno degli Istituti svolgono la loro funzione professionale".

"Le carceri - conclude Solimano - vivono una condizione di illegalità inaccettabile essendo disattesi i principi e gli articoli dello stesso Ordinamento Penitenziario. L’ufficio del Garante si farà promotore presso il Provveditorato Regionale ed il Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria di una vibrata protesta per l’attuale stato di cose sollecitando le risorse necessarie per garantire ad ogni detenuto il diritto alla dignità ed al decoro, la città non abbandoni questa realtà spesso così distante ma certamente così vicina alla vita della nostra comunità".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera