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Livorno

No alla variante, sfumati 130 posti

No alla variante, sfumati 130 posti

Lamberti: Mondo Convenienza voleva aprire in città ma gli fu negato

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LIVORNO. Poco più di tre anni fa, un noto marchio dell'arredamento era intenzionato ad aprire un grande magazzino alla periferia di Livorno. E chiese di poter ampliare un immobile in vendita tra via Pian di Rota e via Firenze, proponendo l'assunzione di 130 persone. Ma il Comune disse no alla richiesta di variante urbanistica. E dell'operazione non se ne fece più nulla. A ricostruire questa vicenda, che è un duro atto di accusa all'amministrazione, è l'ex sindaco Gianfranco Lamberti. Un episodio che Lamberti mette in stretta relazione con l'operazione di riconversione dell'ex cinema Gran Guardia.

Aggiungendo un pizzico di polemica nei confronti dei verticio del Pd. «La preannunciata variante urbanistica, a tempi ed indici prefissati a mezzo stampa, mirata esclusivamente alla Gran Guardia, per consentirne la trasformazione in un negozio di ampia superficie di vendita ed altro, continua ad suscitare legittimi interrogativi - dichiara Lamberti - Addirittura c'è chi ha accusato i consiglieri che non sono d'accordo a scatola chiusa, di essere poco intelligenti e non capire l'interesse pubblico connesso ai 30 posti di lavoro che si creerebbero. Ed allora farei qualche esempio, per far capire a Yari De Filicaia, che si spende in simili giudizi, dove sta il problema».  Ed ecco spuntare fuori la storia del grande magazzino a cui l'amministrazione labronica - sul finire del primo mandato di Cosimi - avrebbe detto "no grazie".

«Erano ben 130 nuovi posti di lavoro - afferma il consigliere di Confronto - che si sarebbero ottenuti se fosse stato concesso, non molto tempo fa (mi dicono circa tre anni fa), a Mondo Convenienza di trasformare una struttura adibita ad attività diverse, nella periferia cittadina, in una superficie commerciale. L'autorizzazione fu negata, visti che gli strumenti urbanistici in vigore non lo consentono e nessuno ritenne certo di proporre una variante su misura, per superare i limiti previsti, quella che fosse la ricaduta sull'occupazione. L'investimento, ed i posti di lavoro, sono stati così realizzati altrove e molti livornesi sanno dove, perché in molti oggi vanno a farci acquisti (il riferimento è al megastore che Mondo Convenienza ha successivamente realizzato a Navacchio, ndr)». 

«La questione non è identica, ovviamente - prosegue Lamberti riferendosi alla Gran Guardia - ma ha oggettive analogie, poiché di limiti da superare per le superfici commerciali si parlava ed i posti di lavoro erano il quadruplo. Oppure sempre sul tema - occupazione, investimenti e riqualificazione urbana - molte centinaia di posti di lavoro erano in gioco nella crisi del Cantiere e l' amministrazione comunale pose una precondizione a tutti gli imprenditori interessati e fu quella che non si sarebbero fatte varianti su misura per nessuno, per la Porta a Mare.

Le condizioni erano quelle previste anni prima nel Prg, valide per tutti e nessuno pensò a variarle, come ben sanno coloro che erano in giunta od in consiglio quando approvammo gli atti conseguenti. Percorsi inattaccabili, che hanno consentito i risultati che sappiamo, come De Filicaia potrà verificare».  Partendo da questi presupposti, ecco il secco no di Lamberti a quelle che definisci "varianti ad personam".

«Più che di richiami all'intelligenza altrui - sottolinea - varrà la pena che si conoscano al più presto le carte di cui si parla e che si valuti come evitare che l'auspicabile soluzione di un problema reale, diventi un provvedimento fuori da principi validi per tutti. Tra l'altro in una fase in cui sono in corso una miriade varianti anticipatrici di interesse generale e ci si appresta ad affidare gli studi per un nuovo Piano Strutturale. I provvedimenti ad personam, anche in urbanistica, non piacciono a nessuno e non penso certo che l'amministrazione voglia correre il rischio di infilarsi in un simile ginepraio».

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