Il Tirreno

Livorno

I giovani africani: «Viviamo nel disagio»

La comunità senegalese e l'integrazione: un incontro per risolvere i problemi

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 LIVORNO. «Viviamo nel disagio: non troviamo una valida occupazione, abbiamo difficoltà a ottenere il permesso di soggionro e quasi ogni giorno abbiamo problemi con la nostra attività di ambulanti per i controlli dei vigili. Per noi la vita qui è molto complicata, aiutateci».  A parlare sono i giovani senegalesi che vendono la loro merce al mercato, in via Buontalenti. Sono le 17 e davanti alla macelleria all'angolo con del Cardinale ci sono una quindicina di giovani.  Tra loro c'è anche il figlio di un ambulante fermato ieri mattina in piazza Cavallotti dalla polizia municipale perché vendeva articoli irregolari.  «Mio padre era in piazza con la sua borsa e stava vendendo dei prodotti quando i vigili l'hanno bloccato e poi sono andati a casa sua per un controllo - dice il giovane - Loro fanno il loro lavoro, è giusto, ma noi non sappiamo più di che vivere. Le forze dell'ordine ci chiedono sempre i documenti. Molti di noi sono in regola, lavorano in fabbrica come operai. Altri però non possiedono tutti i documenti necessari perché non hanno un'occupazione stabile».  Questo argomento sarà al centro di un incontro tra la comunità senegalese e l'amministrazione che è stato fissato per venerdì 27 maggio. Lo rende noto Mohamed Ndiaye, rappresentante della comunità e vice del presidente Diop Mbaye, in questi giorni fuori città. «Nel corso della riunione affronteremo vari argomenti che riguardano le difficoltà della comunità nell'integrazione - dice Ndiaye - La cosa più difficile per questi ragazzi è ottenere il permesso di soggiorno: molti fanno domanda, ma poi la pratica si arena per qualche motivo».  I giovani senegalesi annunciano anche la volontà di fare una manifestazione di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica ai loro problemi. L.L.

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