Italia
Neri chiede un milione a un dipendente
Maxi causa civile per danni ma il giudice dà torto all'azienda dei rimorchiatori
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LIVORNO. La Fratelli Neri ha chiesto un milione di euro di risarcimento danni a un suo dipendente, il comandante di rimorchiatore Fabrizio Boccini. Ma il giudice ha dato torto all'azienda. La causa era stata presentata per una testimonianza resa da Boccini davanti al giudice del lavoro, ritenuta lesiva dell'immagine dell'azienda.
Boccini aveva infatti sostenuto la tesi secondo la quale l'azienda era a conoscenza dei furti di gasolio ad opera dei suoi dipendenti e in qualche modo li tollerava. La Fratelli Neri sostiene invece di averli sempre denunciati e si è perciò sentita lesa nella propria immagine.
Ma il giudice Marina Cirese ha respinto la richiesta di risarcimento: «non sussistono gli elementi per ritenere che il Boccini nel corso della deposizione davanti al giudice del lavoro abbia reso dichiarazioni inveritiere sulla circostanza che presso l'azienda era tollerata la sottrazione di piccole quantità di olio combustibile».
L'azienda, tramite l'avvocato Alberto Batini, ha annunciato che farà appello alla sentenza. I dettagli sul giornale in edicola.
Boccini aveva infatti sostenuto la tesi secondo la quale l'azienda era a conoscenza dei furti di gasolio ad opera dei suoi dipendenti e in qualche modo li tollerava. La Fratelli Neri sostiene invece di averli sempre denunciati e si è perciò sentita lesa nella propria immagine.
Ma il giudice Marina Cirese ha respinto la richiesta di risarcimento: «non sussistono gli elementi per ritenere che il Boccini nel corso della deposizione davanti al giudice del lavoro abbia reso dichiarazioni inveritiere sulla circostanza che presso l'azienda era tollerata la sottrazione di piccole quantità di olio combustibile».
L'azienda, tramite l'avvocato Alberto Batini, ha annunciato che farà appello alla sentenza. I dettagli sul giornale in edicola.
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