Il Tirreno

Livorno

L’associazione Aampia: siamo i più eco-compatibili eppure siamo osteggiati

«Meloria tabù solo per noi»

La zona della Meloria
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La zona della Meloria

I pescatori in apnea: tutti gli altri hanno mano libera

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 LIVORNO. «L'esclusione totale e incondizionata della pesca in apnea non può essere ritenuta l'unica panacea» per salvare le Secche della Meloria: parola dell'Aampia, associazione che si batte per i diritti dei pescatori in apnea, l'«unica categoria di frequentatori dei fondali» del tutto esclusa dalla fruizione «così come da tutte le altre aree marine protette (Amp)».  L'Aampia (sito web www.aampia.net) ricorda che l'area tutelata delle Secche è «a poche miglia da un grande porto, da una zona densamente industrializzata, da un controverso quanto inquinante rigassificatore» ed è visitata ogni giorno «da decine di pescherecci, la cui attività non è stata in alcun modo regolamentata all'istituzione del parco». Eppure gli strumenti elettronici consentono di «intercettare e catturare interi banchi di pesce», nel mirino anche l'avvento del "jigging", una tecnica che ha «depauperato gravemente le Secche dai grandi mpredatori (dentici, ricciole e cernie). Senza contare che: 1) la piccola pesca artigianale «non solo ha intensificato la propria attività ma continua a calare le reti anche nella zona interdetta»; 2) i palamitari hanno avuto «risultati record ai danni delle orate che annualmente vengono a riprodursi lungo la zona nord est della Meloria».  In concreto: anche quest'anno quanti non fanno pesca in apnea «saranno più o meno libro di svolgere le loro attività (venatorie e non) mentre la solita frotta di motonauti si riverserà senza sostanziali limitazioni nell'esiguo tratto di mare fra l'arco e il faro della Meloria».  Ben venga l'idea del Pd di fare di questo parco un importante polo turistico: peccato - si afferma - «così come gestito ora non potrà incentivare alcun tipo di turismo eco-sensibile».  I pescatori in apnea sottolineano di essere «i più eco-compatibili» in quanto effettuano «esclusivamente un prelievo molto selettivo» (poiché l'azione di pesca si basa «sul contatto visivo» senza catturare esemplari di piccole dimensioni) e risultano «utili per un effettivo monitoraggio della salute dell'ambiente». Lo hanno riconosciuto - si rileva - anche «i direttori di alcune importanti aree marine protette» al workshop Amp dell'Eudi Show.

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