Il presidio
«Marcella apparecchia». E lei porta la pasta
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LIVORNO. La capogruppo del Pdl, Marcella Amadio, con i pacchi di pasta Amadio punzecchia i lavoratori di Bellabarba: «Sono strumentalizzati»
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LIVORNO. Qualche settimana fa, mentre manifestavano contro i rallentamenti dei camion, i dipendenti dell'impresa Bellabarba - che gestirà la discarica del monte la Poggia - avevano appeso alla scalinata del Comune uno striscione: «Marcella apparecchia, siamo in cento». Tutto perché «Marcella» - la capogruppo del Pdl, Amadio - si era presentata al Limoncino per bloccare i camion e dire no alla discarica. Così ieri mattina, alla vigilia del vertice in programma domani alle 11 in prefettura (su sollecitazione degli enti locali è stato convocato il Comitato per l'ordine pubblico) la consigliera si è presentata in Municipio con 20 chili di pasta - spaghetti, penne e fusilli - pronta per essere cotta. «I lavoratori - attacca - non possono permettersi di fare ironia, non sono una casalinga di Boghera. Pensino a non essere strumentalizzati da una società che minaccia la cassaintegrazione solo per fare la discarica». Amadio va giù dura con sindaco e presidente della Provincia: «Decidono di non decidere e giocano allo scarica barile. La convocazione del Comitato è un'azione liberticida». E perfino con Confindustria: «Si dichiara solidale con la società. Ben vengano le discariche, quando servono, ma non a due passi dal parco delle colline. Mi piacerebbe che i vertici di Confindustria avessero una bella discarica sotto casa, così la smetterebbero...». Le fa eco Maristella Bottino (Pdl): «La convocazione del Comitato è una resa delle amministrazioni locali, che stanno alzando bandiera bianca». L'avvocato degli abitanti, Patrizio Rossi, parla di «gesto intimidatorio contro un comitato che difende salute e ambiente», e avverte: «Se riuscissero davvero a fare la discarica, al Limoncino sarebbero sette anni di Vietnam. Non potranno impedirci di camminare lungo la strada e i camion dovranno fermarsi». Rossi conferma di avere presentato una nuova denuncia in Procura in cui si chiedono «rilievi topografici per verificare l'ampiezza del letto della discarica, rispetto a quello della cava». All'ingresso della strada che porta all'impianto potrebbe invece comparire una sbarra: «Possiamo farlo, è privata». Il gesto sarebbe clamoroso. Anche perché a questo punto sta al tribunale (il 12 maggio c'è il ricorso d'urgenza, il 9 giugno la prima udienza) dire se in via del Limoncino possono, oppure no, passare i camion. J.G.
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