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Il figlio: ha il Parkinson e lAlzheimer, un caso grave da seguire con attenzione
«Abbandonato in corsia»
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Lunghe attese al pronto soccorso (foto di archivio) Odissea in pronto soccorso per un anziano
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LIVORNO. Prima lo hanno lasciato in un corridoio all'interno del pronto soccorso per oltre sei ore e poi lo hanno riportato a casa senza il catetere, che per lui è indispensabile. I suoi figli non hano sopportato un trattamento del genere e, indignati, hanno richiamato l'ambulanza e lo hanno fatto trasportatre nuovamente in ospedale. Qui hanno chiesto spiegazioni e sono riusciti a parlare con il dottor Mauro Pratesi, responsabile dell'emergenza ospedaliera dell'Asl 6. La vicenda riguarda un uomo di 75 anni, malato di Parkinson e Alzheimer. «Ovviamente è invalido al 100% - dice uno dei figli - e ha il catetere fisso, altrimenti rischia i blocchi renali. Mio padre vive con una badante e non è lucido, venerdì pomeriggio il medico di famiglia ci ha consigliato di portarlo al pronto soccorso perché era a rischio infezione». Così, con un'ambulanza, l'uomo è stato portato in ospedale. «Ci siamo arrivati poco dopo le 13 - prosegue - e fino alle 19,30 non lo hanno neanche visitato. Lo hanno fatto entrare nell'area interna, lasciandolo però in un corridoio. Dopo gli hanno fatto esami di approfondimento e, visto che erano ormai passate le 22, il personale sanitario ci ha suggerito di lasciare nostro padre in ospedale. Hanno detto che la mattina seguente lo avrebbero riportato loro con l'ambulanza». I figli dell'anziano hanno lasciato agli infermieri i loro numeri di telefono, chiedendo insistentemente di essere avvertiti in modo da farsi trovare a casa al momento dell'arrivo del padre, ieri mattina. «Così non è stato - dice ancora il figlio - perché sabato alle 9 (ieri, ndr) ci ha chiamati la badante, dicendo che era già stato riportato. Il problema è che lo hanno trasferito senza catetere e con le lenzuola piene di sangue. Oltretutto la borsa, le ciabatte e la giacca che aveva mio padre il giorno prima erano stati lasciati in pronto soccorso». I figli hanno richiamato l'ambulanza per riportare il padre in ospedale e lì hanno chiesto l'intervento di un responsabile. «In 5 minuti - conlude - lo hanno visitato con attenzione e gli hanno rimesso il catetere. Ma così non va bene, il responsabile del pronto soccorso dottor Pratesi ci ha dato dei chiarimenti che gli abbiamo chiesto di farci pervenire con lettera scritta. L'assistenza per i pazienti con Alzheimer e Parkinson qui a Livorno è assente, si lasciano le famiglie a se stesse». Il dottor Pratesi assicura di aver «dato tutte le spiegazioni del caso. Ci sono stati errori di procedura e non sostanziali. Il catetere per questo signore non era strettamente necessario, comunque scriverò le spiegazioni e le invierò alla direttrice generale dell'Asl che poi se vorrà le manderà a questa famiglia». A.C.
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