Il presidio
«Vuole contaminare le donne»
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Il maniaco è stato visto più volte in bicicletta Per lo psicologo è una perversione, ma anche un invito
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LIVORNO. «Siamo di fronte a un caso di parafilia, cioè una perversione di tipo sessuale che si concretizza nel gesto del lancio di urina». È la riflessione, sul caso del maniaco della pipì, fatta a caldo Nicola Artico, psicologo clinico al dipartimento di Salute mentale di Livorno. Lo specialista precisa che la sua è un'analisi molto generica, che si basa sulle notizie emerse sulla stampa. Il caso specifico - precisa lo specialista - andrebbe analizzato a fondo e con gli strumenti adatti. Parlando in generale, in base a quanto emerso, lo psicologo spiega che un comportamento del genere sicuramente appartiene a una persona disturbata, probabilmente con forti problemi emotivi. E non si esclude che la persona in questione possa essere un paziente psichiatrico. Da cosa può derivare questo tipo di aggressività? «Questa persona vuole contaminare la donna (vittima privilegiata, a quanto pare) con il suo liquido; e in quest'azione trova piacere. Il punto però è che il soggetto si sente obbligato a godere in quel modo. Ed è qui che emerge la perversione. Significa che in lui scatta un meccanismo di obbligazione interiore che lo spinge a sciogliere solo in quel modo una forte tensione sessuale. A prevalere è la voglia di contaminare il prossimo tramite qualcosa di sé, l'urina in questo caso, che peraltro richiama fortemente l'organo maschile». Perché quest'uomo si rivolge solo a donne? «Paradossalmente, in persone affette da questo disturbo scatta un doppio meccanismo. Da un lato, appunto, la contaminazione, dall'altro la volontà di offrirsi alla vittima, facendole in maniera evidentemente distorta, una specie di proposta. È come se invitasse la donna ad avere a che fare con l'organo da cui proviene l'urina». Come si cura un caso del genere? «Il problema va prima diagnosticato e poi curato. La cosa più importante è creare la condizione per cui il paziente definisca il problema: bisogna cioè far emergere una domanda di aiuto da parte sua e favorire un meccanismo per cui il soggetto cominci a sentire che ciò che accade è distonico, cioè contrastante. In pratica devono andare in crisi i meccanismi di scissione interiore che spingono la persona a comportarsi in quel modo». l.l.
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