Scoperto traffico di rifiuti in porto
Lara Loreti
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Il capitano Florindo Rosa Sequestrato dal Noe un container diretto in Siria, due i denunciati
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LIVORNO. Il porto di Livorno al centro di un traffico internazionale di rifiuti. Un container carico di rifiuti pericolosi è stato sequestrato giovedì pomeriggio dai carabinieri del Noe insieme alle Dogane. Il carico era proveniente da Napoli, era diretto in Siria. È quanto emerso dal blitz dei carabinieri del Nucleo operativo ambientale di Grosseto al terminal Lorenzini, al varco Galvani. Parti di veicoli fuori uso, tra cui batterie al piombo esauste, motori, piantoni dello sterzo, impianti del servofreno, portiere, parti di scocca, paraurti, cofani, cruscotti e selleria varia sono stati trovati all'interno del container. Come accertato dai carabinieri, si tratta di rifiuti classificati come pericolosi in quanto non bonificati e non smaltiti secondo le procedure previste dalle leggi. Dalla documentazione mostrata dal responsabile del carico al Noe, risultava invece che nel container c'erano pezzi di ricambi e accessori di veicoli e non rifiuti. Inoltre, la ditta che figurava come venditrice dei pezzi aveva chiuso i battenti due mesi prima della certificazione. La documentazione rilasciata era quindi posteriore alla cessazione dell'attività. I militari, guidati dal capitano Florindo Rosa, con le Dogane hanno denunciato due persone per traffico illecito di rifiuti in concorso. Nel mirino il venditore della merce, un ucraino di 45 anni, e l'acquirente, un cittadino armeno. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, il carico potrebbe essere arrivato in città su un camion. Non si esclude che sia partito da Napoli. L'ucraino - incensurato - denunciato dai carabinieri del Noe, in base a quanto appreso, si occupa di spedizioni e opera nell'hinterland napoletano. Ma come hanno fatto i carabinieri ad accorgersi del container? I militari, durante un controllo, si sono resi conto della presenza di qualcosa di sospetto poiché dal container colava del percolato, l'olio inquinato derivante dai rifiuti. Scattate le verifiche, è venuto fuori che il blocco fermo nel terminal era in attesa dell'arrivo di una nave portacontainer che lo avrebbe portato in Siria, Paese in questo periodo provato dalla guerra civile. L'indagine sul traffico internazionale scoperto dal Noe è ancora in corso e potrebbe avere ulteriori sviluppi. I carabinieri, guidati da Rosa, sono al lavoro e stanno svolgendo accertamenti sulla provenienza dei singoli rifiuti. Indagini anche su eventuali altri carichi. Gli investigatori inoltre vogliono scoprire come mai il carico abbia trovato la possibilità di imbarcarsi proprio dal porto di Livorno.
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