Il Tirreno

Livorno

Transennata la chiesa degli Olandesi

Roberto Riu
La predisposizione delle transenne
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La predisposizione delle transenne

Sos dalla Congregazione: da soli non possiamo farcela

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 LIVORNO. La tormentata vicenda della chiesa degli Olandesi, già da tempo "ferita" da molti acciacchi, si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo un sopralluogo da parte dei tecnici della Protezione civile del Comune e dei Vigili del Fuoco è stato infatti deciso di transennare il tratto di marciapiede degli Scali Olandesi situato dinanzi alla chiesa, impedendo così il passaggio dei pedoni.  «Non ci sono problemi di natura strutturale per la chiesa - precisa Leonardo Gonnelli, responsabile della Protezione Civile - però il degrado della facciata e delle mantovane installate a suo tempo ha reso necessario questo intervento. Scatterà quindi la procedura di intimazione nei confronti della proprietà per la messa in sicurezza della facciata e la sostituzione della mantovane».  Però piove sul bagnato, perché la Congregazione Olandese-Alemanna, ormai ridotta a tre persone in età avanzata, ha già manifestato in varie occasioni la sua impossibilità a mettere mano al recupero della splendida chiesa in stile neogotico affacciata sul Fosso Reale ed eretta nel 1864 su disegno di Dario Giacomelli: un concetto che è stato ribadito anche in questa occasione dal vicepresidente della Congregazione Olandese-alemanna, Ennio Weatherford, che non nasconde tutta la sua amarezza.  «Lo abbiamo detto e ripetuto in tutti i modi, - esordisce Weatherford - le nostre forze non sono sufficienti e le istituzioni, non dico che dovrebbero spendere dei soldi, ma almeno aiutarci ad affrontare un percorso per il recupero di un bene storico e culturale che rappresenta un valore per tutta la comunità. Ed invece con la scusa che è di proprietà privata tutto cade nel disinteresse. Vorremmo insomma una maggiore solidarietà dalle istituzioni».  In effetti, negli ultimi decenni il tempio Olandese-Alemanno, che per la sua particolare fisionomia è stato sempre un fiore all'occhiello per la nostra città, ha subito un progressivo deterioramento perdendo dapprima le ardite guglie che ornavano la facciata e quindi subendo un vero scempio con lo sgretolamento delle decorazioni sul prospetto, mentre l'interno era preda delle infiltrazioni d'acqua piovana e dei piccioni penetrati dalle finestre rotte.  Alcuni lavori di ripristino erano stati avviati attorno al 2000 per iniziativa del pastore Mauro Del Nista, ma la sua prematura scomparsa segnò una decisiva battuta d'arresto degli interventi.

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