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Livorno, tra sicurezza e rimpianti

Alessandro Bernini
Livorno, tra sicurezza e rimpianti

Prima vittoria in rimonta degli amaranto contro la grande Atalanta

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LIVORNO. Avete presente il film “Sliding doors”? Il Livorno si è trovato come Gwynett Paltrow la cui vita si divide in due dimensioni parallele per una porta aperta o chiusa: prende il metro e muore, perde il metrò e vive. Al 3’ del secondo tempo gli amaranto perdevano 1-0, il baratro dei playout spalancato, un dramma. Al 18’ il Livorno vinceva 2-1, fantasmi scacciati, zona playoff non lontana, entusiasmo.

E stavolta il Livorno ha fatto ciò che non gli riusciva da tempo immemorabile: ha conservato il risultato fino al the end, vincendo in rimonta per la prima volta in questa stagione. Ha vinto la formazione schierata da Novellino e sempre voluta da Spinelli, con la coppia Dionisi-Danilevicius che guarda caso ha segnato i gol della vittoria. Ha vinto soprattutto un Livorno mai così guerriero, sceso in campo per dar battaglia dal primo minuto, come mai si era visto nel girone di ritorno. Eppure di fronte c’era l’Atalanta, mica un Crotone o un Albinoleffe qualsiasi (con tutto il rispetto). Ma com’è possibile che il Livorno abbia giocato così, splendidamente, dopo un girone di ritorno vissuto in letargo? Domanda che non può avere una risposta logica. L’unica cosa sicura è che, con prestazioni del genere, il Livorno sarebbe salito sul treno dei playoff con una gamba.

Fotocopia. A livello tattico Livorno e Atalanta si sono messe allo specchio. Entrambe col 4-4-2 puro, anche se con una bella differenza: nel 4-4-2 devi avere esterni di centrocampo che spingono, l’Atalanta ha schierato due schegge come Bonaventura e Ferreira Pinto, il Livorno invece due mediani come Luci e Schiattarella. Così gli amaranto facevano massa in mezzo (perché Luci e Schiattarella sanno pascolare lì) togliendo spazi all’Atalanta ma faticando molto nell’allargare la manovra. L’Atalanta stava al gioco e ogni tanto ripartiva, soprattutto dalla sua parte sinistra con Peluso e Bonaventura.

Tre chance. Il bicchiere comunque nel primo tempo è stato a lungo mezzo pieno. Non è un caso che gli unici tre tiri veri in porta siano stati del Livorno: in avvio un destro di Iori poco alto, al 33’ un siluro di Parravicini da 25 metri che Consiglio ha deviato con la punta delle dita sulla traversa, e soprattutto al 38’ una sforbiciata di Luci (su cross di Schiattarella) che ha mandato il pallone a sbattare sulla traversa con Consigli battuto. Un buon Livorno insomma. Propositivo, con tanta volontà, abbastanza quadrato, e pure un pizzico sfortunato vista la traversa di Luci.

Uno-due-tre. Ma lo spettacolo doveva ancora cominciare. Il Livorno ha visto ben presto il baratro quando Bonaventura dal limite ha fatto partire un destro alla Del Piero, finito dove De Lucia non poteva arrivare. I cattivi pensieri sono stati però travolti da una reazione del Livorno incredibile, mai vista in questa stagione. E tra l’11’ e il 18’ gli amaranto si sono addirittura ritrovati in vantaggio. Prima un lancio di Danilevicius per Dionisi che è stato bravo a difendere palla da Manfredini e infilare Consigli in uscita, poi il favore è stato ricambiato con assist di Dionisi e tocco volante di Danilevicius per il 2-1. Da non credere. Espulso Bellini (doppio giallo) e non concesso un netto rigore a Luci, il Livorno ha controllato a testa alta sino alla fine. La serie B intanto è garantita. Poi si vedrà.

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