Il Tirreno

Livorno

Limoncino, è guerra tra comitato e camionisti Bellabarba: «Ora basta»

Limoncino, è guerra tra comitato e camionisti Bellabarba: «Ora basta»

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Il comitato blocca i camion di Bellabarba e i camionisti di Bellabarba bloccano il comitato. Giornata lunghissima, ieri, all'angolo tra via della valle Benedetta e via del Limoncino. Alle 10 gli abitanti, che da agosto protestano contro la realizzazione della discarica di rifiuti speciali al posto dell'ex cava, hanno stoppato il passaggio dei mezzi diretti al sito industriale. Come? Con «camminate primaverili» e «chiacchierate» altrettanto degne della bella stagione: sedie sul ciglio della strada, scambi di battute lungo l'asfalto, due passi - ma proprio due, e soprattutto molto lenti - sotto gli alberi. «Così - ripetono - tanto per frescheggiare». E intanto i camion sono costretti a fermarsi.  Il punto è che i lavoratori della società proprietaria del sito - esasperati - non fanno manovra per tornare indietro, ma per piazzare le ruote davanti a via del Limoncino. Con un effetto imbuto che impedisce, sì, l'ingresso, ma anche l'uscita. Di tutti.  Se non è "Repubblica del Limoncino" - tanto per citare uno striscione appeso in piazza del Municipio proprio dai dipendenti di Bellabarba - poco ci manca. Perché prima che la situazione torni alla normalità ci vogliono sette ore: dalle 10 alle 17. La digos identifica tutti, ma non sposta nessuno. I vigili urbani parlano con tutti, ma non multano nessuno. Di amministratori - gli stessi che hanno concesso le autorizzazioni - non se ne vedono. E chi arriva sul posto non vuole certo restare «con il cerino in mano».  L'unico telefono che non smette di squillare è quello del vicesindaco Cristiano Toncelli, sul quale - ormai è chiaro - è rimbalzata la palla. Lui ripete che «per il 12 maggio è fissato il ricorso d'urgenza in tribunale, che deciderà se stoppare il passaggio dei camion in attesa dell'udienza del 6 giugno». Udienza che stabilirà se via del Limoncino è privata, privata a uso pubblico, tutta camionabile o in parte solo trattorabile. Insomma, sciogliere il rompicapo che sta facendo vacillare parecchie teste. «Mi appello alla ragionevolezza di tutti - dice - è assurdo fare forzature a pochi giorni dal pronunciamento del tribunale, che è un organo terzo e farà chiarezza. Per l'amministrazione via del Limoncino è di natura privata, a uso pubblico. È chiaro che rispetteremo in ogni caso la sentenza. Ma intanto nessuno creai tensione».  «Qui la discarica non s'ha da fare», ripete la portavoce del comitato Rosaria Scaffidi. E c'è chi riferisce che «nei nostri pozzi non arriva più nenache l'acqua». Paolo Bellabarba è furioso: «Siamo agli arresti domiciliari, è il colmo. Siamo da otto mesi ostaggio di questo comitato. Stiamo perdendo contratti e soldi. Chi deve intervenire lo faccia. Sembra di giocare al gioco della sedia: l'unica preoccupazione è non restare da soli in piedi».  La Repubblica del Limoncino, in piedi, ci resta fino alle 16.30, quando arriva un dirigente dei vigili urbani. Parla per una decina di minuti al cellulare, poi raggiunge la digos. «L'ordine - dice - è garantire sicurezza in via della valle Benetta: i camion devono o salire o fare dietrofront». Prima trattativa con Scaffidi: «Noi non ci muoviamo». Allora via da Bellabarba: «State scherzando? Loro bloccano i camion e io metto a rischio la sicurezza». Si chiude come sul palco di Ionesco, con i mezzi costretti al dietrofront. Il vigile a Bellabarba: «Ma tornate anche domani?». La risposta: «Beh, noi qui ci dovremmo lavorare...». J.G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web