Il Tirreno

Livorno

«Chiedo scusa per quella mail»

Bolognesi e Di Rocca
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Bolognesi e Di Rocca

Di Rocca chiarisce la litigata telematica con Marida Bolognesi

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 LIVORNO. «È evidente che ho usato toni eccessivi, ma era un mail privata, normalmente non uso toni del genere». Dopo la riunione delle segreterie provinciali del Pd, che si è svolta giovedì sera, il segretario territoriale Filippo Di Rocca spiega che riconferma «tutta la stima e la fiducia a Marida Bolognesi», con cui lo scorso fine settimana aveva avuto una "scazzottata" fatta di mail al vetriolo.  E assicura che quello scontro nasce da un'incomprensione. «Marida voleva sapere - dice Di Rocca - se l'indomani (lunedì scorso, ndr) avevo l'intenzione di cercare un accordo con Idv e Sel sul documento che accompagna la verifica di metà mandato della Provincia. La mia rabbia è stata dovuta al fatto che lei pensasse che volevo scavalcare la segreteria. Non era assolutamente nelle mie intenzioni. Per questo ho esagerato, e me ne scuso con il mio partito. Ma è stata una litigata genuina».  Poi Di Rocca spiega che «non si può dare un'accellerazione all'accordo con Sel e Idv. Ci vuole tempo e prima di definire il documento ci vuole un confronto. Quello di lunedì scorso sarebbe stato solo un passaggio intermedio». Il dibattito vero deve ancora partire, insomma. «Il prossimo incontro per discutere la bozza - prosegue - è stabilito per il 3 maggio. Allora si comincerà a capire se ci possono essere intenti comuni». I punti nodali del documento? «Progetti per i giovani - dice il segretario territoriala Pd - per abbattere l'abbandono scolastico e creare occupazione. E poi la questione infrastrutturale, con l'interporto e il suo rilancio industriale».  Di certo più difficile trovare l'intesa sui temi energetico-ambientali. «Dire di no su tutto - dice Di Rocca - diventa un problema». Sulla questione del peso di Sel in sede provinciale, il segretario chiosa: «Loro hanno chiesto un confronto programmatico e il Pd lo sta dando. Sostengono che non era un problema di rappresentanza, che comunque non spetterebbe a noi risolvere».(a.c.)

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