Italia
Coraggio ragazzi, non vi arrendete
Lara Loreti
La madre dell'ingegnere che s'è tolto la vita lancia un appello ai giovani in cerca di lavoro
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LIVORNO. «Ragazzi, non vi scoraggiate: il mondo del lavoro è spietato ed è durissima inserirsi e restare a galla. Ma voi non vi arrendete, occorre tanto coraggio». Partono direttamente dal cuore le parole della madre di Gabriele, l'ingegnere livornese di 30 anni che mercoledì alle 13 s'è tolto la vita, gettandosi sotto a un Eurostar, proveniente da Genova e diretto a Roma, al passagio a livello di via Provinciale Pisana. La donna è distrutta dal dolore, ma trova la forza di dire poche, ma significative parole, rivolgendosi direttamente ai coetanei del suo Gabriele. «Vorrei che il sacrificio di mio figlio non fosse vano - continua la madre - E se qualcosa di positivo può venir fuori da questa tragedia, è proprio il messaggio di coraggio che rivolgo a tutti i ragazzi che, come Gabriele, si sono trovati e si trovano immersi nelle difficoltà del mondo del lavoro». Un problema che purtroppo coinvolge milioni di giovani in tutto il Paese. Proprio per questo ancora più importanti appaiono le parole di una madre che, in un momento così drammatico, ha la generosità di pensare agli altri. «Gabriele era un ragazzo solare», dice la donna con occhi lucidi, dignitosa e composta nel dolore. La sua scomparsa ha addolorato i numerosi amici, che ieri si sono riversati nella camera mortuaria al cimitero dei Lupi e nella casa di famiglia dove il giovane viveva con i genitori, in zona ospedale. Chi lo conosceva, lo descrive come un ragazzo eccezionale, adorato dalla famiglia e dagli amici. Gabriele era fidanzato da tempo, si era laureato con successo e lavorava in una ditta nazionale che ha una sede anche in città. Un'azienda che però negli ultimi tempi è stata messa in difficoltà, come tante, dalla crisi. E che per questo ha messo alcuni lavoratori - anche "colletti bianchi" - in cassa integrazione. Tra loro c'era Gabriele. La notizia era arrivata tre settimane fa, ma lui temeva di perdere il posto. Questo tarlo lo devastava nell'animo. Ed è ciò che l'ha spinto al gesto estremo di togliersi la vita. Quella vita che sentiva sfuggirgli di mano, insieme a tutti i sogni e a tutti i progetti che aveva fatto con la sua fidanzata: comprare una casa, mettere su famiglia, andare avanti nella sicurezza economica.
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