Il presidio
Il garante rimprovera il sindaco
Cisternino 2020, il progetto riparte dopo i richiami
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LIVORNO. Cisternino 2020: che fare? La domanda, tre anni fa, campeggiava sui cartelloni pubblicitari sparsi per le vie del centro. Indicava che la città - non una piccola fetta anonima, ma oltre 250 soggetti - si interrogava per trovare idee (il più possibile condivise) per far rivivere il Cisternino chiuso da anni: era questo lo scopo del processo di partecipazione sperimentato per la prima volta a Livorno tra gennaio 2008 e marzo 2009. Il garante scrive al sindaco. Peccato che da allora - salvo qualche annuncio - del Cisternino non si sia saputo più nulla. Tanto che, su sollecitazione del Laboratorio Labronico (nato per promuovere il coinvolgimento e monitorare gli esiti del processo), il garante per la partecipazione della Toscana, Rodolfo Lewanski, ha scritto al sindaco Alessandro Cosimi. «Tale processo - dice - ha goduto, come forse ricorderà, anche di un contributo regionale; condizione per ricevere il contributo è anche la sottoscrizione di un protocollo con la Regione in cui l'amministrazione si impegna a recepire quanto emerge dal processo partecipativo, oppure, qualora ritenesse di procedere diversamente, di motivarne pubblicamente le ragioni». La lettera un effetto miracoloso l'ha avuto, anche se con altre cinque settimane di ritardo: il Comune ha rimesso in moto gli ingranaggi di questa vicenda a lungo inceppati. Perché, come spiega oggi l'assessore Mario Tredici, «problemi tecnici legati al recupero della struttura e la burrasca finanziaria che non ha certo colpito solo Livorno, hanno costretto il Comune a ritardare il bando di gara per la gestione. Le difficoltà sono innegabili, ma stiamo lavorando per consegnare alla città uno spazio giovani, come indicato dal percorso». Gli annunci. Il documento saltato fuori da Cisternino 2020 era stato presentato in Comune con una cerimonia in pompa magna. Diceva che l'edificio avrebbe ospitato laboratori per l'arte, la partecipazione, l'innovazione e la sostenibilità (il cosiddetto "Lapis") e ipotizzava che entro 18 mesi si sarebbero conclusi i lavori di ristrutturazione, con relativa gara. Difetti di partecipazione. Le associazioni sono andate con fatica a caccia di risposte: a lungo inutilmente. La prima lettera inviata al Comune dal presidente di Lab Lab, Valeria Giuliani, è del 31 gennaio. Poi si è mosso il garante che il 28 febbraio ha scritto al sindaco. Lewanski chiede a Cosimi («nella mia veste di garante») di «rispondere alla lettera dell'associazione e informare la cittadinanza circa gli orientamenti della sua amministrazione». Riparte Cisternino 2020. Così, martedì scorso, intorno al tavolo del Comune si sono seduti finalmente i rappresentanti delle associazioni, le esperte di comunicazione Marianella Sclavi e Susan George, gli assessori Mario Tredici, Carla Roncaglia e Daria Majidi. Da palazzo Civico è stata diffusa una nota in cui si chiarisce che «la struttura sarà disponibile ragionevolmente entro il primo semestre del 2012: la dilatazione dei tempi di consegna è dovuta a ragioni tecniche: scoperta (e rimozione) di strutture in amianto nel teatro e a infiltrazioni nel vano ascensore». «Ma - interviene Tredici - il ritardo non ha solo implicazioni negative: consentirà di valutare in modo più meditato le condizioni di gestione, in particolare per l'area bar-ristorante. Il Comune valuterà le possibilità di parziale finanziamento pubblico (pur in una fase di crescenti difficoltà di bilancio), di utilizzo economico dell'edificio che ne abbatta i costi base (per lo start-up servono almeno 100mila euro, che a fine anno sembravano disponibili), di ricerca di sponsorizzazioni». Tredici avverte anche che «a breve sarà costituito un gruppo di lavoro incaricato di promuovere la ripresa del percorso partecipativo». Che sia la volta buona? J.G.
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