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Terreni d'oro e corruzione: molti processi a rischio con la prescrizione breve
Roberto Cestari
«Potremo veder annullare alcuni procedimenti per reati compiuti nella pubblica amministrazione»
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Il processo breve, ma soprattutto la prescrizione breve, quando questa legge entrerà in vigore, faranno sentire i loro effetti anche a Livorno, dove alcuni processi, tra i quali quello delle aree d'oro vendute all'Autorità Portuale, ma anche quello per la corruzione per le forniture di lampioni al Comune, potrebbero rientrare in quelli a rischio di estinzione. Di questa situazione parla il dottor Francesco De Leo, Procuratore della Repubblica di Livorno.
«Il cosidetto processo breve disciplina i tempi da rispettare per la celebrazione del processo - esordisce il procuratore - e io personalmente, in linea di principio, non sono assolutamente contro questa cosa. Lo dimostra il fatto che in tempi non sospetti ho anche scritto degli articoli dottrinali su questo argomento» I dottor De Leo sostiene inoltre che la legge sul processo breve è comunque molto migliorata rispetto alla prima stesura, quando non rispettare i tempi comportava l'automatica estinzione del procedimento penale, mentre adesso prevede una segnalazione disciplinare per i magistrati.
«Cosa ben diversa è invece la prescrizione breve - sottolinea il procuratore - che in caso di imputati incensurati che abbiano commesso reati punibili con una pena massima di 10 anni, abbrevia i tempi della prescrizione rispetto a coloro che invece hanno altre condanne alle spalle. In pratica in questo capitolo - precisa il dottor De Leo - rientrano tutti i reati che riguardano la pubblica amministrazione, come ad esempio la corruzione e l'abuso di ufficio». L'abbreviazione dei tempi di prescrizione non è enorme, si tratta di alcuni mesi, ma potrebbe bastare a cancellare anche alcuni processi in corso a Livorno. Infatti questi reati attualmente si prescrivono fino in sei anni, che diventano 7 e mezzo se intervengono interruzioni della prescrizione, termini nei quali vengono quindi inserite le calendarizzazioni dei processi.
«In attesa della definitiva applicazione della legge, sulla quale pende un rischio di incostituzionalità per le differenze che intervengono tra censurati e incensurati, ne abbiamo evidentemente parlato nella procura - specifica il dottor De Leo - e siamo evidentemente preoccupati, visto che in questo modo si rischia di aiutare i colpevoli e non la giustizia. Nel testo di legge infatti non mi sembra che ci sia nulla per accelerare il processo e rimuovere i vari ostacoli che rallentano il suo svolgimento». Il procuratore della Repubblica conclude l'intervista portando un esempio dei problemi che conseguono a queste misure: «Se per qualche motivo, come ad esempio il trasferimento di un magistrato, cambia un giudice di un collegio - spiega De Leo - il processo riparte da capo (e a Livorno ultimamente ci sono stati e ci saranno diversi spostamenti di magistrati ndr).
Proprio per questo - sottolinea il procuratore - il dottor Ottavio Mosti, che qualche tempo fa è stato trasferito ad Agrigento, è stato applicato ogni venerdì a Livorno per portare a conclusione alcuni procedimenti che aveva inziato. Ma su come risolvere questi problemi - conclude il procuratore - nella legge non c'è traccia».
«Il cosidetto processo breve disciplina i tempi da rispettare per la celebrazione del processo - esordisce il procuratore - e io personalmente, in linea di principio, non sono assolutamente contro questa cosa. Lo dimostra il fatto che in tempi non sospetti ho anche scritto degli articoli dottrinali su questo argomento» I dottor De Leo sostiene inoltre che la legge sul processo breve è comunque molto migliorata rispetto alla prima stesura, quando non rispettare i tempi comportava l'automatica estinzione del procedimento penale, mentre adesso prevede una segnalazione disciplinare per i magistrati.
«Cosa ben diversa è invece la prescrizione breve - sottolinea il procuratore - che in caso di imputati incensurati che abbiano commesso reati punibili con una pena massima di 10 anni, abbrevia i tempi della prescrizione rispetto a coloro che invece hanno altre condanne alle spalle. In pratica in questo capitolo - precisa il dottor De Leo - rientrano tutti i reati che riguardano la pubblica amministrazione, come ad esempio la corruzione e l'abuso di ufficio». L'abbreviazione dei tempi di prescrizione non è enorme, si tratta di alcuni mesi, ma potrebbe bastare a cancellare anche alcuni processi in corso a Livorno. Infatti questi reati attualmente si prescrivono fino in sei anni, che diventano 7 e mezzo se intervengono interruzioni della prescrizione, termini nei quali vengono quindi inserite le calendarizzazioni dei processi.
«In attesa della definitiva applicazione della legge, sulla quale pende un rischio di incostituzionalità per le differenze che intervengono tra censurati e incensurati, ne abbiamo evidentemente parlato nella procura - specifica il dottor De Leo - e siamo evidentemente preoccupati, visto che in questo modo si rischia di aiutare i colpevoli e non la giustizia. Nel testo di legge infatti non mi sembra che ci sia nulla per accelerare il processo e rimuovere i vari ostacoli che rallentano il suo svolgimento». Il procuratore della Repubblica conclude l'intervista portando un esempio dei problemi che conseguono a queste misure: «Se per qualche motivo, come ad esempio il trasferimento di un magistrato, cambia un giudice di un collegio - spiega De Leo - il processo riparte da capo (e a Livorno ultimamente ci sono stati e ci saranno diversi spostamenti di magistrati ndr).
Proprio per questo - sottolinea il procuratore - il dottor Ottavio Mosti, che qualche tempo fa è stato trasferito ad Agrigento, è stato applicato ogni venerdì a Livorno per portare a conclusione alcuni procedimenti che aveva inziato. Ma su come risolvere questi problemi - conclude il procuratore - nella legge non c'è traccia».
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