Il Tirreno

Livorno

Quello che Bettini dimentica e il Pum a scoppio ritardato

Gianfranco Lamberti

3 MINUTI DI LETTURA





 E' sconcertante, per molti versi, l'intervista dell'assessore Bettini. Vado per punti. Afferma che è la prima volta che urbanistica e mobilità procedono di pari passo a Livorno, in merito alla scelta di posticipare, praticamente a futura memoria, la revisione del piano della mobilità alla redazione ed approvazione del nuovo piano strutturale. La sua affermazione è del tutto priva di fondamento, basta pensare che d'intesa con lo studio Gregotti Cagnardi, la mia giunta affidò a suo tempo le valutazioni sulla mobilità urbana, contestualmente alle scelte urbanistiche che hanno portato all'attuale Piano Regolatore, a Maria Rosa Cittadini, esperta di rilievo nazionale. L'assessore avrebbe potuto informarsi.  Infatti, quelle valutazioni furono approfondite, in modo encomiabile, dall'assessorato alla mobilità in piena sintonia con quello all'ambiente, ossia da Giovanni De Peppo e Alessandro Cosimi. Parlando poi di piazza Cavour, la cosa è di grande attualità, poichè sulla base di quelle valutazioni e di quella degli esperti geologi presenti in Comune, allora come adesso, fu sconsigliata vivamente la riapertura dei fossi come sistema di mobilità permanente ed a forte impatto. Del resto avevamo appena riparato i cedimenti della spalletta prospiciente il Mercato Centrale, che aveva fermato il traffico per almeno tre anni, ed il rischio di ulteriori cedimenti sotto carico era evidenziato da tutti. Geologi, urbanisti e trasportisti, quindi, allora impegnati e tuttora consultabili.  Si tratta di un argomento di straordinaria importanza, vista la disattenzione alle norme antisismiche nella realizzazione dell'Odeon già dimostrata pubblicamente dal presidente di Spil. Sottolineo innanzitutto, quindi, la salvaguardia dell'ambiente urbano sotto profili sostanziali e di grande responsabilità per chi di dovere, senza nemmeno approfondire le contraddizioni tra le biciclette e le centinaia di posti a rotazione con accesso da Borgo Cappuccini. Su di esse ragioneremo quando vedremo nel dettaglio i progetti dell'assessore.  Ma meno che mai capisco l'affermazione liquidatoria sulla Porta a Terra, che sarebbe un fallimento per le modalità di accesso e la cui progettazione, parlando sempre di connessioni tra urbanistica e mobilità, fu fatta dallo stesso architetto Cagnardi, all'interno di un piano attuativo redatto insieme al piano strutturale di cui lo stesso fu l'artefice e fu seguita in Comune, per la sua realizzazione ed in modo davvero eccellente, dall'assessore Bruno Picchi. Il sindaco Cosimi, per la qualità di quell'intervento, ricevette addirittura un riconoscimento nazionale poco dopo la sua elezione, ne andò giustamente fiero ed io con lui.  Non capisco infine il concetto per cui non si deve "irreggimentare" il comportamento dei cittadini, in tema di mobilità e di uso dell'auto privata. Si tratta di fissare regole e farle rispettare, funziona così dappertutto ed a Milano multano pure Eto'o e Julio Cesar. Non si capisce altrimenti come si farebbe a tutelare ambiente, residenti e commercianti nello stesso tempo.  Semmai viene da chiedersi il senso della annunciata pedonalizzazione di via Grande, per sua natura un asse di scorrimento, parallelo ad un sistema pregiato di portici già pedonalizzati. Ma di questo avremo modo di parlare e presto, spero, senza dover aspettare un Pum a scoppio ritardato, come annuncia l'assessore!

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web