Il Tirreno

Livorno

Nada ha deciso di fare la Vamp

Stefania Sandrolini
Nada ha deciso di fare la Vamp

La cantante livornese: «Non parlo di politica, ma racconto la cronaca di oggi»

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LIVORNO. Che la voce di Nada sia unica questo lo sanno tutti. Come tutti sanno che è un'artista dai tanti, pesantissimi successi, la quale è riuscita a non farsi mai schiacciare dalla popolarità a cui è arrivata quando era poco più che una bambina, quando conquistò la ribalta nazionale ed europea con "Ma che freddo fa", brando diventato un cult del suo primo repertorio.

È un'artista, Nada Malanima da Gabbro, provincia di Livorno, che non ha mai voluto sottostare alle regole dello show business e ha seguito un percorso professionale che l'ha portata e la porta dove il pubblico, spesso, non si aspetta.

Per capire quanto sia unica, basta scambiarci poche parole.
L'occasione per intervistarla è data in questi giorni dalla ormai prossima uscita di un nuovo album intrigante fin dal titolo: "Vamp".

Un titolo provocatorio in questo periodo di donne immaginate mezzenude ovunque...
«La vamp in realtà ha ben poco a che vedere con il nudo o lo squallore che c'è in giro. Nel mio immaginario la vera vamp è Marlene Dietrich: una donna il cui fascino nasce soprattutto dal tormento interiore che la anima. La vamp è una dark lady, una donna decisa che al tempo stesso è capace di incantare come i suoni ipnotici che ho voluto per questo disco».

Il periodo storico, però, non può negare che si rifletta nei suoi brani. Il comandante perfetto, per esempio, di cui lei canta "vuol bene a tutta la gente ma pensa solo per sé", potrebbe adattarsi bene a molti dei nostri governanti.
«Quando scrivi una canzone è inevitabile che dentro ci finisca quello che vivi nel tuo tempo, quello che respiri nell'aria. Io non parlo di politica perchè non mi interessa, quella del comandante perfetto è solo una metafora, una visione poetica forse suggerita dalla cronaca, ma con niente di realmente mutuato dalla cronaca stessa. Già di per sé la parola comandante ha qualcosa di terribile. Ci sono comandanti tra chi ci governa, ma ce ne sono tanti anche tra gli uomini comuni. Spiegare troppo di una canzone, inoltre, non ha senso. Una canzone è solo una canzone. Arriva a milioni di persone e ognuno la può interpretare come gli pare».

Sul nucleare, però, pur esprimendole in maniera poetica, lei ha le idee ben chiare. Mi riferisco al brano "L'elettricità".
«Ho avuto l'ispirazione per questa canzone assai prima della vicenda terribile dei reattori in Giappone. Ho sempre più forte la consapevolezza che gli esseri umani tendano a dilaniare tutto, compresi se stessi. Pensa che ironia: accanto a uomini e donne che non riescono più a sentire l'elettricità scorrere nelle vene, ce ne sono altri che inneggiano al ritorno al nucleare. In questo caso sì, forse, si può parlare di politica, ma di politica in senso alto ovvero di preoccupazione per le persone e l'ambiente che ci circonda. Tutti noi del resto, nel privato, facciamo politica quando scegliamo di comportarci in un modo piuttosto che in un altro»..

Come la scelta di andare sempre avanti spaziando tra dischi e libri anche se, come dice l'ex CCCP Massimo Zamboni con cui ha collaborato in passato, potrebbe fare una vita agiatissima se solo andasse in giro per il mondo a cantare "Ma che freddo fa"?
«Tendenzialmente, in realtà, farei poco sempre. Forse per timidezza, forse per chi sa cosa, non comincerei mai nessun disco, nessun libro o nessuna tournée. Poi, però, grazie anche a chi mi vuol bene e mi sprona, finisco per mettermi al lavoro e, una volta che ho cominciato, do il meglio che posso dare. Senza lo stimolo che mi viene dalla ricerca di nuovi suoni o nuove immagini, probabilmente, non farei proprio niente».

Per masterizzare "Vamp" è andata fino ai mitici Abbey Road Studios di Londra, perché?
«E' bello per un musicista poter lavorare all'estero e per me in modo particolare perchè all'estero non ho tutte le difficoltà che incontro in Italia. Le mie canzoni, forse perchè sono così semplici, qui da noi finiscono per essere vittima di preconcetti. All'estero lavori con persone che hanno un'apertura mentale assai più ampia e agli artisti viene lasciata molta più libertà. E poi è anche uno sfizio che mi son voluta togliere: in fondo tutta la musica che mi piaceva e mi piace viene dall'Inghilterra».

Presto porterà "Vamp" in tour e accanto a lei ci saranno ancora gli Zen Circus: un'artista livornese con un gruppo pisano!

«Ma sì, li ho scelti proprio per sfatare questa storia della rivalità - risponde Nada ridendo - La realtà è che con loro mi trovo benissimo. Di rado si raggiunge un'intesa simile e suonare con loro diventa una vera gioia».

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