Il Tirreno

Livorno

LE REAZIONI

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 LIVORNO. Secche le reazioni dei rappresentanti della maggioranza all'intervento del sindaco nei confronti delle affermazioni di Tamburini, attraverso le dichiarazioni dei capigruppo in consiglio comunale. Reazioni improntate alla più netta condanna delle parole del capogruppo del Pdl in consiglio comunale.  Giannini, Sel. Lamberto Giannini, capogruppo di Sel, rivendica di essere stato lui a chiedere la comunicazione urgente di Cosimi sulle affermazioni di Tamburini contro Benifei e Cocchella. «Quello che sta succedendo anche a Livorno fa parte di un disegno più vasto: mentre Tamburini dice queste cose, in parlamento si vogliono mettere all'indice i libri di storia sgraditi. E' un processo di fascistizzazione insopportabile contro cui serve la massima vigilnaza democratica».  Romano, Idv: «Non ci stupiscono le parole di Tamburini, visto che stiamo denunciando da anni questa involuzione democratica strisciande del Pdl. Questi fatti - prosegue Ancdrea Romano - fanno il paio con il tentativo in corso in parlamento di togliere il divieto di ricostituzione del partito fascista. E d'altra parte, visto quello che fanno, sarebbe solo ufficializzare con questo nome lo stato attuale delle cose»  Gulì, Pd: «Siamo rimasti stupefatti dalle affermazioni di Tamburini e per due motivi. Per prima cosa per l'importanza che ha avuto in Italia l'antifascismo, per seconda cosa - aggiunge Massimo Gulì - per l'importanza che hanno avuto queste due persone nella divulgazione degli ideali di libertà e giustizia, lanciando il loro messaggio sopratutto alle nuove generazioni affinché certe esperienze non si ripetano più in Italia».  Bartimmo, Prc: «Ci siamo associati alle parole del sindaco Cosimi per quello che è stato detto contro due personaggi della resitenza livornese che meritano il rispetto di tutti - sottolinea Tiziana Bartimmo - ma non solo per questo. Troviamo vergognose e ci ispirano dei veri e propri sentimenti di rabbia le parole di personaggi di una destra eversiva e fascista, che oltretutto offendono la memoria dei partigiani e di tutti coloro che hanno fatto la resitenza e magari hanno dato le loro vite per darci la nostra indipendenza e libertà».

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