Il Tirreno

Livorno

«Troppa burocrazia, chiudiamo la ditta»

«Troppa burocrazia, chiudiamo la ditta»

I titolari di un'agenzia pubblicitaria: per oltre un anno progetto rimpallato tra gli uffici

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LIVORNO. «Il Comune, con la sua burocrazia, ci ha tenuti in ballo finora. Adesso dopo un anno e mezzo di lavoro ci dice che il progetto che avevamo presentato, a cui vari uffici si erano dimostrati favorevoli, non si farà. Grazie alla burocrazia siamo costretti a chiudere la nostra azienda e siamo disoccupati».  Federico Mattioli, titolare dell'agenzia di pubblicità Synergy, racconta la sua storia. La stessa che ieri ha reso pubblica in una lettera (alcuni stralci li pubblichiamo nello spazio qui a fianco) inviata per email al sindaco, ad alcuni assessori e dirigenti del Comune, oltre che a varie testate giornalistiche, siti web e televisioni. Insieme a Marco Bizzi (grafico) nel novembre 2009 Mattioli ha presentato all'amministrazione un progetto (battezzato "Urban marketing") per realizzare in varie zone della città una cartellonistica orizzontale a scopo turistico. «Si tratta di pellicole adesive calpestabili - dice Mattioli -, come dei grandi adesivi che reclamizzano i monumenti della città e servono da percorso storico-culturale. Alcuni rappresentanti del Comune, dell'ufficio turismo e dell'ufficio urbanistica, hanno manifetsato interesse alla nostra idea. Ci è stato spiegato che dovevamo ottenere anche il parere favorevole della Soprintendenza, che è arrivato nell'agosto del 2010». Ma il progetto della Synergy non è mai stato approvato. «Il Comune, a cui tra l'altro avremmo pagato fino a 130mila euro l'anno per l'occupazione del suolo pubblico, a fine 2010 ci ha chiesto di variare il progetto, adeguandolo a volantini e supporti turistici che l'amministrazione aveva già in uso».

Mattioli e Bizzi dicono di aver fatto quelle modifiche, spendendo diverse migliaia di euro. «Sono stato costretto a prendere un mutuo di 20mila euro - dice Mattioli - per aprire la sede dell'azienda e portare avanti il lavoro. Ma l'amministrazione ha posto un nuovo diniego, chiedendo che il progetto delle pellicole calpestabili fosse limitato solo alle zone di viale Italia e centro città. Lo abbiamo nuovamente adeguato, seguendo per filo e per segno le loro indicazioni, ma nei giorni scorsi l'ufficio affissioni e pubblicità ci ha inviato l'ennesimo diniego. Faremo ricorso al Tar».  Il Comune non ci sta a sentirsi accusato di buttare in mezzo di strada giovani imprenditori e fa sapere che non tutti i progetti possono essere approvati. Da palazzo civico trapela anche la notizia che il percorso della Synergy non rientrerebbe nel Pgi (piano generale degli impianti pubblicitari) e che gli uffici, valutando il percorso turistico interessante, avevano ipotizzato di poterlo attivare. Il fatto è che, sempre stando a informazioni giunte dall'amministrazione, sembra che Mattioli e Bizzi non abbiano mai adeguato completamente il progetto ai suggerimenti forniti dal Comune. A.C.

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