Mi sono buttato senza pensarci
Lara Loreti
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EROE. Massimo Pasella 33 anni ha salvato la vita a una donna che si è gettata nel fosso In alto un momento del soccorso sullo scivolo del fossoDonna si getta nei fossi. «L'ho presa e issata sulla barca»
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LIVORNO. «Quando ho visto quel corpo galleggiare non ho pensato a niente: mi sono precipitato verso il fosso. Sono saltato su una barca e mi sono sporto nell'acqua. Quindi ho afferrato la donna per le braccia e con tutta la forza che avevo in corpo l'ho tirata su». È ancora emozionato Massimo Pasella, 33 anni, appuntato della Guardia di finanza. Sono passati pochi minuti dal salvataggio in via degli Avvalorati e c'è già chi lo ha ribattezzato "l'eroe dei fossi".
Con le sua braccia forti, ha tratto in salvo una donna che aveva tentato il suicidio gettandosi nel canale, quando le speranze sembrano orami perdute. Il corpo di lei già galleggiava a testa in giù. E i passanti terrorizzati scuotevano la testa in segno di disperazione. Ma lui, il gigante buono, ci ha creduto fino in fondo. «In queste situazioni c'è poco da ragionare, bisogna agire», dice a riprova del suo spirito pragmatico.
Di origini romane, il giovane da due anni presta servizio nel Gruppo Livorno delle fiamme gialle, presso il secondo nucleo operativo che ha sede in porto ed è coordinato dal capitano Luigi D'Abrosca. Pasella è un ragazzone robusto, di circa un metro e 90. L'altezza è il suo forte, ma ieri mattina ha dimostrato di avere soprattutto un cuore grande, oltre che riflessi prontissimi. Verso le 9.15 è libero dal servizio e cammina lungo via degli Avvalorati. Approfitta del giorno di riposo per fare delle commissioni. Arrivato all'altezza della Fortezza nuova intercetta, la telefonata di soccorso di una donna.
Il suo acume investigativo non mente. Massimo sente la giovane chiedere l'immediato intervento di un'ambulanza per un'anziana caduta nel fosso. «Presto venite, è urgente», grida la donna al telefono, la voce tremante. È un attimo: il militare gira lo sguardo verso il canale e vede quel corpo in superficie, a braccia aperte e con il viso in giù. Con un balzo, corre verso la spalletta, scende attraverso lo scivolo. Poi salta su una barca. «Ho approfittato del fatto che il corpo della donna si trovasse vicino al natante - racconta - e così mi sono proteso con il busto nell'acqua e l'ho afferrata. L'ho presa per le braccia e l'ho tirata verso me. Non so da dove abbia preso la forza...».
Poi dalla barca, Pasella trasporta il corpo a terra con, l'aiuto di un altro passante. «Non era cosciente, anche se aveva degli spasmi. Ho cercato in qualche modo di farle espellere l'acqua che aveva ingerito», continua il giovane. Passano pochi istanti e poi arrivano i soccorritori. «Credo che la donna sia rimasta in acqua al massimo 1-2 minuti. Poi l'intervento del 118 è stato immediato. I volontari e il medico l'hanno rianimata per molto tempo. Io sono rimasto per qualche minuto e poi sono andato via. Ma successivamente mi sono informato sulle sue condizioni di salute. Spero che ce la faccia». Dopo il salvataggio, Pasella è tornato in caserma nella stazione marittima per fare rapporto su quanto accaduto. Emozionato, e consapevole di aver salvato una vita.
Con le sua braccia forti, ha tratto in salvo una donna che aveva tentato il suicidio gettandosi nel canale, quando le speranze sembrano orami perdute. Il corpo di lei già galleggiava a testa in giù. E i passanti terrorizzati scuotevano la testa in segno di disperazione. Ma lui, il gigante buono, ci ha creduto fino in fondo. «In queste situazioni c'è poco da ragionare, bisogna agire», dice a riprova del suo spirito pragmatico.
Di origini romane, il giovane da due anni presta servizio nel Gruppo Livorno delle fiamme gialle, presso il secondo nucleo operativo che ha sede in porto ed è coordinato dal capitano Luigi D'Abrosca. Pasella è un ragazzone robusto, di circa un metro e 90. L'altezza è il suo forte, ma ieri mattina ha dimostrato di avere soprattutto un cuore grande, oltre che riflessi prontissimi. Verso le 9.15 è libero dal servizio e cammina lungo via degli Avvalorati. Approfitta del giorno di riposo per fare delle commissioni. Arrivato all'altezza della Fortezza nuova intercetta, la telefonata di soccorso di una donna.
Il suo acume investigativo non mente. Massimo sente la giovane chiedere l'immediato intervento di un'ambulanza per un'anziana caduta nel fosso. «Presto venite, è urgente», grida la donna al telefono, la voce tremante. È un attimo: il militare gira lo sguardo verso il canale e vede quel corpo in superficie, a braccia aperte e con il viso in giù. Con un balzo, corre verso la spalletta, scende attraverso lo scivolo. Poi salta su una barca. «Ho approfittato del fatto che il corpo della donna si trovasse vicino al natante - racconta - e così mi sono proteso con il busto nell'acqua e l'ho afferrata. L'ho presa per le braccia e l'ho tirata verso me. Non so da dove abbia preso la forza...».
Poi dalla barca, Pasella trasporta il corpo a terra con, l'aiuto di un altro passante. «Non era cosciente, anche se aveva degli spasmi. Ho cercato in qualche modo di farle espellere l'acqua che aveva ingerito», continua il giovane. Passano pochi istanti e poi arrivano i soccorritori. «Credo che la donna sia rimasta in acqua al massimo 1-2 minuti. Poi l'intervento del 118 è stato immediato. I volontari e il medico l'hanno rianimata per molto tempo. Io sono rimasto per qualche minuto e poi sono andato via. Ma successivamente mi sono informato sulle sue condizioni di salute. Spero che ce la faccia». Dopo il salvataggio, Pasella è tornato in caserma nella stazione marittima per fare rapporto su quanto accaduto. Emozionato, e consapevole di aver salvato una vita.
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