Il Tirreno

Livorno

Il Comune non si fa pagare il suolo occupato in più

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 LIVORNO. L'amministrazione comunale si sta comportanto con i gestori delle baracchine del lungomare, e non solo con loro, come quei genitori un po' troppo permessivi.  Per anni è stato infatti permesso ai titolari dei locali di allargare la propria attività, piazzando sedie, tavolini e cartelloni con i menù un po' dappertutto: ormai si può pranzare sul vialetto d'accesso all'acquario oppure sulla passeggiata, mentre le piazzette sono quasi scomparse. Seppellite da verande, tende, colonne e tavolini tutti di genere diverso da baracchina a baracchina. Una situazione di caos che poco giova al decoro del lungomare, che però è stata tollerata dal Comune.  E a Palazzo Civico non ci si è neppure interessato di far pagare ai gestori i metri quadri di superficie in più occupati per il servizio di ristorazione. Perché?  In Comune ci spiegano che dal 2009 è stata dato incarico a una ditta specializzata di misurare tutte le superfici utilizzate dalle attività commerciali e di controllare se corrispondono alla Tosap effettivamente pagata. «Sono state controllate anche le baracchine del lungomare», spiegano in Comune. Ma a due anni di distanza non è ancora partito alcun accertamento. «Sì, è così...». Ogni commento è superfluo. A.GU.

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