Il Tirreno

Livorno

L'ultima frontiera: gli assunti a intermittenza

Cri.Me.

«Commessi come soci, stage, lavoratori a chiamata: è una giungla»

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 LIVORNO. Ci sono le commesse che, per essere assunte, vengono associate in partecipazione al negozio e i lavoratori «a intermittenza». Gli stagisti che rimpiazzano il personale assente e i collaboratori a progetto a tre euro l'ora. «Siamo arrivati al punto che, quando vediamo un contratto interinale tiriamo un sospiro di sollievo. Perchè fuori c'è molto, ma molto peggio».  Barbara Celati è la segretaria provinciale del Nidil Cgil, il sindacato dei lavoratori cosidetti "atipici". Presidia la frontiera del precariato «con grande difficoltà - come ammette - perchè questi lavoratori non sono facili da intercettare. Vengono da noi quando sanno che in azienda non rientreranno mai più, per fare vertenza. Ma non possiamo essere contenti di fare solo "il pronto soccorso", anche se serve anche quello. Vorremmo inserire questi lavoratori in un percorso più complessivo, prevenire, monitorare. E dire che, in questo mondo, c'è un gran bisogno di sindacato. Il caso di Starweb è la punta dell'iceberg».  Quali sono le situazioni più scandalose a Livorno?  «C'è un abuso di contratti atipici nel settore del commercio. Ad esempio, sono diffusissimi i contratti di "associazione in partecipazione", che mascherano una condizione di lavoro subordinata. Commessi che vengono fatti figurare come soci, dalla piccola edicola così come dal grande negozio in franchising. Le aziende così risparmiano sul costo del lavoro, perchè i contributi della gestione separata sono più bassi di quelli per lavoro dipendente: il 55% del contributo lo paga il committente, il 45% il lavoratore. Su cui si scaricano, dunque, costi che competono all'impresa».  Altra situazione riprovevole?  «L'abuso dei cosidetti contratti a intermittenza: l'azienda ti assume ma ti chiama a lavorare solo quando ne ha bisogno e ti paga solo le ore che lavori. E' una cosa consentita dalla legge Biagi a patto che si verifichino una serie di condizioni soggettive - avere meno di 25 o più di 45 anni o appartenere a categorie particolari - e oggettive - lavoro nel weekend, in esercizi commerciali e in città sotto i 50mila abitanti. Condizioni che però vengono aggirate, tanto che anche a Livorno, che ha poiù di 50mila abitanti, abbiamo diversi di questi contratti».  In quali aziende?  «Al momento non voglio fare nomi, posso solo dire che presto partiremo con una campagna molto forte. I commessi che fanno le promozioni di prodotti, ad esempio, sono quasi sempre assunti con contratto a intermittenza. Che spesso nascondono fregature».  Ad esempio?  «E' capitato che l'azienda abbia licenziato un lavoratore dicendogli, "non ho più bisogno di te, però se ti licenzio ti faccio firmare un contratto e così qualcosa guadagni". Questi si sono licenziati ma poi non sono mai stati chiamati al lavoro. Ma vorrei dire qualcosa anche sull'abuso degli stage, che vengono usati dalle aziende anche in forma massiccia, con decine di stagisti, per coprire buchi di organico».

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di Redazione web