Italia
Baracchine: sotto processo tutte le verande
Juna Goti
Condannata l'Alpe (12.000 euro di multa), in attesa di giudizio lo Chalet Mauri e il Delfino
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LIVORNO. Tutta colpa delle verande, e anche delle tende, spuntate nel corso degli anni davanti alle porte di ingresso: secondo i vigili urbani - e ora anche secondo il tribunale - sono abusive. Così quasi tutti i nomi dei gestori delle baracchine che si affacciano sul viale Italia sono finiti tra le carte del Palazzo di giustizia: alcuni sono stati condannati proprio nelle ultime settimane (è il caso di Marco Del Rio di Zanzibar, di cui abbiamo dato notizia nell'edizione di ieri, e Riccardo Spazzini di Alpe), altri sono in attesa di giudizio (che si terrà a breve). Ma stando alle sentenze pronunciate nei primi due casi - e considerando il tipo di abuso contestato, praticamente identico per ogni gestore ("costruzione abusiva in zona sottoposta a vincolo ambientale") - è probabile che almeno in primo grado su tutti gli chalet si abbatta la stessa decisione (anche se con pene diverse). Le baracchine che sono state arricchite con le contestate verande in legno e acciaio sono cinque. Per il titolare di Zanzibar, il giudice Gabriella Marinelli ha emesso una sentenza che prevede dieci giorni di carcere e un'ammenda di 10mila euro. Per il gestore di Alpe è arrivata una multa più salata (12mila euro) e una pena dell'arresto di sette giorni (per ora sospesa come nell'altro caso). In quest'ultimo caso, sono stati condannati in primo grado anche i responsabili della ditta che ha realizzato e installato la veranda: Luca Gambacciani e Stefano Gamucci, dell'impresa Dini. In attesa di giudizio ci sono, invece, i gestori dello chalet Mauri (il processo davanti al giudice Sandra Lombardi è fissato per il 18 aprile) e quelli del ristorante Il Delfino (che sarà a giugno). Intanto l'avvocato Francesco Agostinelli - che difende Del Rio, Spazzini e Mauri - sta per depositare i primi atti di appello contro la sentenza. Capitolo a parte per i gestori delle baracchine che, pur non avendo realizzato la veranda all'esterno del bar (che ha portato alle accuse di abuso edilizio), hanno fatto installare una tenda diversa da quella prevista dal disciplinare del Comune. Stando ai primi accertamenti sono tre: lo chalet Nero-Angeli, la paninoteca Tanta Roba e la yogurteria La Chiostra. Al gestore della yogurteria, Francesco Iennarelli, è appena stata recapitata la citazione del tribunale.
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